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21 agosto 2008

Modesta proposta contro il Cio che non capisce niente

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Lancio di pomodori obbligato al Cio: ma dove vive?

OLIMPIADI DI PACHINO / Rogge se la prende con Bolt perché festeggia i suoi ori in modo poco sportivo. Poi la fa grossa: nega agli spagnoli il lutto al braccio per Madrid. Speriamo che...

di PAOLO PAGANI

Cominciamo dalla più ridicola delle due estemporanee uscite di giornata: il presidente del Cio, il sepolcro imbiancato belga Jacques Rogge, è infuriato contro Usain Bolt, recordman jamaicano dei 100 e dei 200. Motivo? I festeggiamenti plateali di Usain dopo le vittorie.

Le parole testuali: "E' ancora un ragazzo, ma deve mostrare più rispetto nei confronti dei suoi rivali - ha detto il presidente del Comitato olimpico -. Rispecchierà ancor più lo spirito olimpico". Bolt - ha aggiunto il belga - "può essere considerato come l'americano Jesse Owens negli anni '30 (oro nei 100, 200, 4x100 e lungo a Berlino 1936, ndr). Ma deve maturare ancora un po'. Deve stringere la mano agli avversari all'arrivo". Della serie: abbiamo capito, Rogge non ha davvero niente da fare.

La seconda uscita è più grave. Come per la Casta, quei politici che abitano a distanze siderali dalla gente e dunque non hanno idea di come viva, anche per l'ineffabile belga vale una coniderazione: chiuso nella sua torricella d'avorio sportiva (sportiva? Mah), manco capisce dove stiano i valori della vita vera. Eccola qua, la presa di posizione: la delegazione spagnola presente ai Giochi aveva chiesto al Cio di far indossare agli atleti iberici una fascia nera al braccio, in segno di lutto per il terrificante incidente all'aereo di Madrid. Quella stessa fascia indossata, ieri, dai giocatori della nazionale di calcio in occasione dell'amichevole contro la Danimarca. Dunque, fuori dal contesto olimpico.

Il comitato olimpico internazionale ha respinto la richiesta spagnola, il perché ancora non si sa. E un altro no è arrivato alla successiva richiesta della Spagna. Un altro gesto simbolico, ma importante: esporre nel villaggio olimpico la bandiera a mezz'asta. Il comitato non ha dato spiegazioni del diniego, espresso solo verbalmente. "Aspettiamo una risposta per iscritto", ha spiegato un portavoce della delegazione, visibilmente amareggiato.

Ora, non deve colpire più di tanto l'insensibilità del Palazzo, di ogni Palazzo del Potere. Come nei romanzi di Kafka, che ci vuoi fare? Il Moloch brurocratico fatto di procedure, protocolli, astrattezze vuote, insomma, vince sempre sulla concretezza della vita di ogni giorno. Bisogna rassegnarsi. No, non colpisce certa mediocrità dei dirigenti, figurarsi. Allora c'è solo da sperare. In cosa? Un esempio piccino, ma pratico: che vinca una bella medaglia, mettiamo nel salto con l'asta, uno come il nostro Gibilisco. Ripasso veloce: un atleta precipitato nell'inferno del doping e delle squalifiche, salvo poi essere riesumato (e portato a Pechino) dal solito Tribunale del Riesame che non si nega mai a nessuno. Vuoi mettere che goduria? Il Cio che premia il più discusso dei campioni. A brigante, come si suol dire, brigante e mezzo. Speriamo. Il Cio se lo merita. E le condoglianze più vere e commosse agli atleti spagnoli, colpìti dal lutto della loro nazione lontana.
PAOLO PAGANI
SKY Sport-web-editor-in-Chief
 


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