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21 agosto 2008

Napolitano: coraggio, sono sicuro che ci rifaremo

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Antonio Rossi, il portabandiera: venerdì è la sua giornata, in finale per l'oro tanto atteso

Chiamata del presidente a Petrucci: com'è il morale? Tutti gli azzurri arrivati a un soffio dal podio: da Cassina a Cleri, a tre giorni dalla chiusura dei Giochi, quelli che devono recriminare

"Caro presidente Petrucci, com'è il morale degli azzurri? Sono sicuro che domani ci prenderemo molte soddisfazioni". Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha telefonato a quello del Coni, Giovanni Petrucci, per sostenere gli azzurri prima degli ultimi tre giorni di gare alle Olimpiadi. "Il presidente - racconta Petrucci - mi ha chiesto quali siano le previsioni per le gare degli ultimi giorni. Si è informato sulle condizioni di tutti gli atleti in gara domani, e mi ha detto che conta di richiamarmi presto per complimentarsi per i nostri risultati".

Intanto, però, c'è da recriminare per ciò che poteva essere e invece non è stato. Oro argento e bronzo, ma anche tanto legno. Se all'Italia nel medagliere olimpico manca il salto di qualità, è anche per colpa della maledizione del quarto posto che si è abbattuta sulla spedizione azzurra ai Giochi di Pechino: a tre giorni dalla chiusura i podi sfiorati di un soffio, per la cosiddetta 'medaglia di legno', continuano ad aumentare e adesso fanno cifra tonda: dieci.

Il più clamoroso è stato quello di Igor Cassina. L'ultimo in ordine di tempo arriva dal bacino di Shunyi dove si è corsa la 10 km di nuoto di fondo e ha la faccia di Valerio Cleri. L'azzurro, nato a Palestrina, alle porte di Roma, 27 anni fa, ha lottato con i primi nella bagarre che e' il nuoto in acque libere, ma poi si è dovuto accontentare di restare giù, ai piedi del podio.

E della storia delle medaglie mancate sono consapevoli anche in casa Italia, se pure il portabandiera Antonio Rossi mostra il disappunto. "Mi è piaciuto l'oro del judo di Giulia Quintavalle - dice il canoista - ma penso di più ai tanti quarti e quinti posti che ora pesano nel conto finale. Siamo stati parecchio sfortunati". Il nuoto, anche quello in piscina, è lo sport che ha pagato il prezzo più alto alla sfortuna da quarto posto: ha cominciato Alessio Boggiatto, nel primo giorno di gare nel Water Cube, finendo a ridosso delle medaglie nei 400 misti stravinti da Michael Phelps, che proprio da lì ha cominciato la sua corsa verso gli otto ori. Stregate le staffette azzurre: il record europeo non è bastato alle azzurre della 4X200 stile libero (in gara anche Federica Pellegrini e Alessia Filippi, le uniche due salite sul podio dell'Italnuoto) che ha chiuso al quarto posto, come i colleghi maschi nella stessa specialità. Per gli azzurri altra medaglia di legno anche nella 4X100 stile.

Acqua amara anche per il canottaggio: stesso bacino del fondo, ma protagonisti diversi, Elia Luini e Marcello Miani hanno lasciato il loro doppio pesi leggeri ai piedi del bronzo La maledizione per gli azzurri si è spinta pure oltre i campi di gara di Pechino, arrivando fino a Qingdao, patria della vela ai Giochi. I fratelli Piero e Gianfranco Sibello nel 49er sono quarti, ma il piazzamento scatena polemiche e finisce sul tavolo del Tribunale arbitrale di Losanna. Tra le medaglie mancate c'è anche quella di Ivano Brugnetti: il campione di Atene nella marcia ha chiuso con il quinto posto e una frase 'celebre'. "Mi girano le scatole".

Lo avrà pensato anche Giovanna Trillini: perché il sortilegio negativo ha toccato la pedana della scherma e a farne le spese proprio la veterana del fioretto, che alla sua ultima partecipazione olimpica è rimasta fuori dalle medaglie. Quarto posto tra le polemiche sull'operato dei giudici per la campionessa di Jesi, parzialmente risarcita dal bronzo a squadre. Paga pegno, e anche a caro prezzo, la ginnastica azzurra: Andrea Coppolino, erede del signore degli anelli Jury Chechi, non è riuscito a strappare nemmeno il bronzo. Autore di una prova eccellente, il ginnasta azzurro è stato eccessivamente penalizzato dalla giuria, più concentrata a garantire la medaglia a uno dei due cinesi in pedana. Quarto, ma fa mea culpa, Igor Cassina: l'eroe di Atene a Pechino non vola. Come l'Italia, che confida nel colpo di coda dei Giochi. E che sia d'oro, non di legno.

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