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22 agosto 2008

Il giallo (beh, ovvio) dell'età delle atlete cinesi

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Lancio pomodori (forse) alla Cina che tarocca l'età delle atlete

OLIMPIADI DI PACHINO / Ma le ginnaste hanno 14 o 16 anni (il minimo indispensabile per partecipare ai Giochi)? Il Cio indaga, noi ce la ridiamo

Dopo aver annunciato la richiesta di apertura di un'indagine alla federazione internazionale di ginnastica (Fig), il Comitato olimpico internazionale ha precisato che non esiste alcuna prova sulla falsificazione dell'età di alcune ginnaste cinesi ai Giochi olimpici di Pechino. La portavoce del Cio, Giselle Davies, aveva chiesto l'apertura di un'inchiesta su "alcune questioni e apparenti discrepanze" riguardanti l'anagrafe di almeno tre ginnaste della Cina, che hanno vinto, tra l'altro, l'oro nella prova a squadre. Secondo alcuni media e alcuni siti internet le ginnaste avrebbero in realtà 14 anni e non i 16 dichiarati, corrispondenti all'età minima per gareggiare ai Giochi.

Il direttore degli sport del Cio, Christophe Dubi, è intervenuto sulla questione ricordando che "al momento, tutto quello che è stato ricevuto dimostra che non ci sono problemi con l'eleggibilità dei partecipanti". Se la federazione internazionale riscontrasse il presunto broglio, a rischio ci sarebbero quattro medaglie cinesi: l'oro vinto dalla squadra, quello di He Kexin alla sbarra e i bronzi di Yang Yilin nel concorso generale e alle parallele. La Cina continua a difendersi dalle accuse. Ieri il coach delle ginnaste, Lu Shanzhen, ha riferito alla Associated Press di avere consegnato alla federazione internazionale nuovi documenti, tra cui un vecchio passaporto, per fugare definitivamente ogni dubbio su He Kexin.

La Fig ha più volte ribadito che i passaporti, verificati dal Cio prima dei Giochi, sono ritenuti prova valida per stabilire l'età di un atleta. La federazione ha annunciato un comunicato stampa sulla questione entro la giornata di oggi.
(ApCom, ore 7:06)

Lunga premessa con lancio d'agenzia per l'ultimo caso olimpico. Il più gustoso di giornata. Che ribadisce un mistero antico, relativo alle tante Chinatown all'estero: come mai i cinesi non muoiono mai? Si sa. All'anagrafe delle metropoli occidentali non risultano, quasi mai, certificati di morte di membri delle comunità cinesi. I cinesi arrivano e, evidentemente, sono eterni. Qua, sarà che anche l'età e non soltanto lo stato civile è indecifrabile, si parla invece di atlete dal certificato di nascita taroccato. Verità? Leggenda? Magari, in fondo in fondo, razzismo mascherato da invidia? Pregiudizio da abitudine alle merci in vendita sulle bancarelle nostrane, quelle dai marchi serissimamente falsificati?

Fatto sta che il giallo (mai colore fu più adatto, ovvio) prende forma. Le ginnaste hanno 16 o 14 anni? Broglio per ori e bronzi? E chi prepara, e presenta, i documenti? Come si fa a fidarsi? Bisogna fidarsi oppure no? Ah, quanti inquietanti interrogativi... Certo che, fosse vero che gli anni delle piccole e flessuose cinesine sono appena 14, avercene di quattordicenni così. Saranno pure disoneste le Autorità competenti, ma c'è da scommettere che il ministro (dell'Istruzione) Gelmini metterebbe la firma per comporre le classi italiane di adolescenti di quel genere. Altro che palpatine da diffondere su You Tube: il passatempo di ragazzine come queste, in men che non si dica, sarebbe quello di prendere direttamente il posto dei professori.
(R.S.)

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