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01 ottobre 2009

Olimpiadi 2016, l'identikit delle quattro città candidate

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Barack e Michelle Obama sono scesi in campo pro-Chicago con tutto il peso del loro potere

Madrid, Chicago, Rio de Janeiro e Tokyo. Tra speranze e investimenti, la battaglia per scegliere la sede dei Giochi è apertissima. Ecco vizi, virtù e piani di sviluppo delle Signore degli Anelli olimpici. LA GALLERY. LO SPECIALE OLIMPIADI

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L'APPELLO DI OBAMA AL CIO PER CHICAGO 2016

Domani, venerdì 2 ottobre 2009, è dunque il giorno della scelta. A Copenhagen, in Danimarca, Il Cio decide a chi assegnare i Giochi estivi del 2016. Quattro le candidate, com'è noto: Madrid, Chicago, Rio de Janeiro e Tokyo. Ecco, allora, un identikit delle quattro metropoli in lizza. Ricordando solo che da oltre 50 anni i Giochi non vengono assegnati per due edizioni consecutive allo stesso continente (successe a Helsinki '52 che seguì Londra '48).

MADRID - Le garanzie economiche a dispetto della crisi, il boom nello sport e un progetto compatto e senza  sprechi. Madrid gioca su questi punti le sue chance olimpiche: sull'onda dell'effetto Spagna, volata nei medaglieri delle diverse specialità proprio nell'ultimo biennio. A 24 anni da Barcellona '92 la Spagna torna a  incrociare le dita, e con ottimismo, perché il Cio, durante la visita della città candidata, ha ribadito che non esiste alcuna politica della 'rotazione' tra continenti. A Copenaghen la delegazione è di quelle pesanti: i reali di Spagna e il premier Zapatero hanno fatto cartello per promuovere Madrid. Ma sono tanti gli sportivi che sostengono Madrid: il campione di tennis Rafael Nadal, il cestista Pau Gasol e l'ex ciclista  Miguel Indurain. Senza dimenticare l'influenza strategica del  presidente onorario del Cio, Juan Antonio Samaranch. Il 77% delle infrastrutture sportive sono quasi pronte o in larga parte costruite. La capitale spagnola ha consolidato la sua capacità nell'organizzare grandi manifestazioni ospitando oltre 100 eventi di sport negli ultimi dieci anni.  Due le aree olimpiche: la 'Core Zone', cuore dei Giochi, e la 'River Zone'. La prima include 13 sedi, compreso il Villaggio olimpico, il Main Press Centre e il Broadcast Centre. Ma la candidatura prevede anche lo sconfinamento a Cordoba, nel Nuovo Arcangel Stadium, lo Stadio romano di Merida, lo stadio olimpico del Montjuic di Barcellona, la Rosaleda Stadium di Malaga e lo stadio di Palma di Maiorca.

CHICAGO - A spingere la Windy City, la città del vento dell'Illinois, c'è il suo primo tifoso, Barack Obama: The President è sceso in campo in prima persona con la First Lady, cosa mai successa prima. Ha  creato un ufficio olimpico alla Casa Bianca e ha deciso di  esporsi in prima linea partecipando all'election day. La terza metropoli più popolata degli Usa propone un'edizione dei Giochi nel cuore della città. E il fattore 'O', come Obama, fa di Chicago la favorita nella volata a quattro per i Giochi. Chicago rappresenta il secondo centro finanziario americano. Il suo pil (quasi 400 miliardi di dollari) è il 12° del pianeta. Il budget previsto è di 2,6 miliardi di euro. Ma Chicago fa leva anche su arte e cultura per veicolare il messaggio sportivo. La città di Obama ospita otto università, tra le più importanti del Nordamerica, e vanta alcune delle squadre più conosciute al mondo (come i Bulls in Nba). Saranno Giochi blue-green se Chicago vincerà la sfida. La città, forte della sua collocazione ambientale sulla sponda del lago Michigan, è pronta a diventare la sede più verde degli Usa, con il 100% dell'energia utilizzata generata da fonti rinnovabili. Se il Cio farà pendere l'ago della bilancia ancora sugli  Usa, Chicago ha già fissato le date: cerimonia inaugurale il 22  luglio, chiusura il 7 agosto 2016. Numerosa la schiera di testimonial scesi in campo. Il portavoce ufficialeè Michael Jordan, stella del basket e dei Bulls. Tra i cittadini famosi c'è anche la cantante Anastacia.

RIO DE JANEIRO - La città di Copacabana e del Carnevale, dei grattacieli e delle favelas. Rio gioca sui contrasti delle sue bellezze naturali, ma anche sul riscatto dei Paesi "poveri", la sua occasione olimpica. La metropoli con oltre sei milioni di abitanti, che ha dato i natali a molti campioni celebri, da Ronaldo ad Adriano, è pronta a seguire la scia dei Mondiali di calcio del  2014 già assegnati al Brasile. Molte strutture sono state già messe a punto per i Giochi Panamericani del 2007. Fiore all'occhiello è il Maracanà, che  dovrebbe ospitare la cerimonia di apertura, ma anche la finale del torneo di calcio. La spiaggia di Copacabana è stata invece scelta per ospitare le gare di beach volley. Tra le aree protagoniste anche Corcovado, l'altura che ospita la celebre statua del Cristo. Tra i punti deboli di Rio c'è il sistema dei trasporti: 1 km di percorrenza equivale a 15 di una delle più trafficate città italiane. Un sistema anarchico, che dovrà essere rivoluzionato. Ma il problema della sicurezza resta il vero nodo di Rio, capace di mettere a rischio l'assegnazione dei Giochi: la città, considerata tra le più belle al mondo, resta pericolosa. L'ambasciatore dei Giochi è Pelè, il più grande calciatore di tutti i tempi. L'ex fuoriclasse ha messo il suo volto nella campagna che ha visto Rio fare il giro del mondo.

TOKYO - La candidatura l'ha lanciata l'ex premier Taro Aso, falco del partito nazionalista-conservatore, ora l'eredità l'ha raccolta la cordata di democratici saliti al potere. Tokyo ci riprova: dopo i Giochi del '64, a 45 anni di distanza. Con le migliori linee metropolitane al mondo e un servizio pubblico da far sgranare gli occhi, Tokyo confida di far leva sui suoi molti punti di forza per dribblare una norma non scritta nel codice olimpico. Quella che non concede il bis volentieri alle città che sono già state sedi dei Giochi in passato. Certo, dopo Pechino 2008 un bis in Asia sembra improbabile: soprattutto alla luce delle 13 ore di fuso con gli Stati Uniti, le cui tv investono 2 miliardi di dollari per mandare in onda la kermesse.  Ipertecnologica, Tokyio vanta uno stato dei lavori decisamente avanzato in vista dell'eventuale assegnazione delle Olimpiadi. Pochi impianti saranno costruiti ex novo, visto che 23 delle 30 strutture previste sono già esistenti e altamente  funzionali. 

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