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13 ottobre 2009

Palermo si candida alle Olimpiadi 2020. Pescante: ora unità

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I cerchi olimpici

Il vicepresidente Cio commenta la candidatura, che sarà ufficializzata giovedì a Roma. Il sindaco di Palermo: candidatura non concordata. Il presidente del Veneto: la pazienza ha un limite. VAI ALLO SPECIALE OLIMPIADI

La Regione Siciliana candida Palermo come sede delle Olimpiadi del 2020. La candidatura sarà presentata ufficialmente giovedì a Roma alle 15.30 nella sede dell'Associazione Stampa estera in Italia, in via dell'Umiltà, dal presidente della Regione, Raffaele Lombardo, e dall'assessore regionale al Turismo e allo Sport, Nino Strano. Saranno presenti anche alcuni componenti del Comitato promotore, esponenti del mondo dell'imprenditoria, della cultura e dello sport.  E' la terza candidatura italiana dopo Roma e Venezia.

Le parole di Pescante -
"Tre candidature troppe? Partecipano alla gara tutti quelli che ritengono di avere le condizioni, poi sarà il Coni a decidere". Lo ha detto il neo vicepresidente del Cio Mario Pescante a Sky Sport 24 in riferimento alla candidatura di Palermo per le Olimpiadi del 2020 che si aggiunge a quelle di Roma e Venezia. "L'importante - prosegue Pescante - che poi la scelta venga accettata da coloro che non hanno ottenuto la designazione. Serve unità di intenti generali e una volta assunta la decisione si va avanti uniti. Di certo non siamo noi come Italia i favoriti, sono d'accordo con Carraro, ma già presentare una candidatura, sostenerla e battersi dà dimostrazione di un paese vitale. Cosa ci vuole per puntare alla vittoria? Mi sono occupato di dossier olimpici in 3 edizioni: prima serve il consenso nazionale politico e dell'opinione pubblica, poi il sostegno delle autorità di governo, garanzie precise di coprire gli oneri, soprattutto quelli infrastrutturali e si va dai 12-13 miliardi di Atene ai 7-8 preventivati da Chicago, poi la costituzione di un comitato con personalità di rilievo internazionale e rappresentanti di Governo, Coni, Enti Locali".

I comitati del no -
Per la candidatura italiana Pescante teme due cose in particolare: "Temo i comitati dei no che ad esempio in occasione delle olimpiadi invernali di Torino hanno fermato la fiaccola in diverse occasioni. Rispetto tutte le battaglie ma non capisco perché si cerchi la ribalta in occasione delle Olimpiadi. Poi temo gli editoriali dei nostri intellettuali che conosco da tempo e che diranno che le Olimpiadi non servono e che ci sono altre priorità di spesa".

Il sindaco di Palermo - "La candidatura di Palermo alle Olimpiadi del 2020 sarebbe certamente una straordinaria occasione per la nostra città, ma non si tratta certo di una proposta nuova né originale. Già nel 2001 l'allora presidente della Regione, Totò Cuffaro, avanzò questa proposta e a supporto della candidatura insediò un comitato promotore costituito da tecnici e amministratori". Lo dice il sindaco di Palermo, Diego Cammarata, commentando l'iniziativa del presidente della regione siciliana, Raffaele Lombardo, che dopodomani presenterà la candidatura del capoluogo siciliano. "Quel che davvero sconcerta è che la riproposta odierna avanzata dal presidente della Regione sia avvenuta passando sulla testa di quanti a questa candidatura sono istituzionalmente interessati, il che dimostra come la contrapposizione politica sia ormai sconfinata in maniera evidente nella scortesia istituzionale".

Galan (Veneto): la pazienza ha un limite - Prima Roma, adesso anche Palermo per le Olimpiadi del 2020. E il presidente del Veneto, Giancarlo Galan, che per primo ha lanciato la candidatura di Venezia per i Giochi del 2020, perde la pazienza. "Pazienza un corno! -  sbotta Galan - se a candidarsi alle Olimpiadi del 2020 c'è anche Palermo. Siamo alle solite: Venezia si muove per prima, e si muove bene, ed ecco che al carro si aggiunge Roma, che un'Olimpiade l'ha già avuta. Pazienza. Pazienza un corno quando si viene a sapere che anche Palermo, sì proprio Palermo, il capoluogo della Regione Sicilia". Il governatore veneto sottolinea che "in questi giorni sarebbe troppo facile impartire lezioni di etica e di politica a una terra al contempo bellissima e tragica. Lasciamo perdere. Ma il Veneto e Venezia - conclude - non lasceranno di certo perdere il loro impegno per ottenere la grande Olimpiade che ci spetta per tutto quello che finora abbiamo fatto e che ancor di più, e meglio, ci apprestiamo a  fare".

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