01 febbraio 2010

Paolo Leopizzi

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Paolo Leopizzi. A Vancouver commenterà le gare di pattinaggio di velocità

Per chi come me si è occupato di velocità per oltre ventanni, le Olimpiadi di Vancouver rappresentano una logica prosecuzione del lavoro. Velocità per me ha significato motori e football americano dove si sfidano gli atleti più rapidi del pianeta. Un allenatore ha detto: "Niente può sostituire la velocità, o ce l’hai o non ce l’hai ed allora cambia lavoro“.

Dai tempi di Nagano sono stato folgorato sulla via del pattinaggio veloce: americani, olandesi, i piccoli coreani e giapponesi mi impressionavano con le loro ipertrofiche masse muscolari delle cosce. Quadricipiti ipersviluppati che si traducevano in velocità dunque: passione ed amore per il pattinaggio veloce. A Torino con le imprese di Enrico Fabris da passione è diventata febbre ed allora eccomi a chiedere di mettermi in gioco, di commentare questi missili umani: desiderio esaudito.

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