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28 novembre 2009

A Vancouver la medaglia verde: l'ambiente prima di tutto

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Un'immagine tratta dal video sullo sviluppo sostenibile presente sul sito dei Giochi di Vancouver

Recupero del calore, ma anche riciclo dell’acqua e del legno: grazie a questa attenzione verso l’ambiente l’ultimo rapporto dell’Economist pone Vancouver al primo posto tra le città più vivibili del pianeta. E per le Olimpiadi nulla è lasciato al caso

di Luca Di Garbo

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Recupero del calore, ma anche riciclo dell’acqua e del legno. A Vancouver non si butta via niente. “Saranno le Olimpiadi più verdi di sempre” assicurano gli organizzatori: promesse che si fondano su concrete premesse. Prendiamo l’acqua, ad esempio. La carenza dovrebbe essere l’ultimo aspetto di cui la gente di Vancouver dovrebbe preoccuparsi: il clima è estremamente piovoso, le forniture apparentemente illimitate. Ma guai a sprecarla a Vancouver. Un esempio è l’impianto olimpico di pattinaggio di Richmond, dove il deflusso delle acque piovane dal tetto viene catturato e sottoposto a un processo di biofiltrazione al fine di rimuovere i sedimenti. L’acqua viene poi riutilizzata per irrigare i parchi circostanti e per i servizi igienici della zona. E che dire invece del nuovo Vancouver Convention Centre, quartier generale dei media alle Olimpiadi? Grazie alla desalinizzazione delle acque oceaniche e a sistemi di filtrazione si recupera l’acqua per i servizi igienici e perfino per l’irrigazione di un giardino sul tetto.

Anche il riciclo del legno può considerarsi virtuoso. La costruzione dell’impianto di Whistler, dove avranno luogo le gare di sci alpino, ha comportato grosse quantità di detriti legnosi. Questi sono stati utilizzati in primo luogo come strato di riempimento, insieme alla ghiaia, per la creazione di parcheggi temporanei a drenaggio naturale. In secondo luogo per il miglioramento dell’habitat di una particolare specie di pesci. E infine come compostaggio per la rivegetazione del sito. Il rifiuto come risorsa vale anche per il calore. Che cosa ne sarà dell’aria calda generata durante i Giochi? Riutilizzata. Il Vancouver Olympic Centre, il nuovo impianto del curling da 5000 posti, è un esempio in cui la soluzione integrata di recupero del calore è stata applicata con successo. Dopo i Giochi, il calore generato dalla refrigerazione della pista di pattinaggio verrà catturato e utilizzato per riscaldare una piscina di nuova costruzione che si trova nei pressi dell’edificio. Un lascito per la gente di Vancouver che potrà così godere del risparmio sui costi di riscaldamento.

Ma il riciclo riguarda perfino le medaglie olimpiche. Storicamente, i metalli di base per le medaglie provengono da minerali che si estraggono dalla terra raffinati poi per uso commerciale. La società che si è occupata di fornire il metallo per le medaglie olimpiche, invece, ha creato un processo di riciclaggio per il recupero dei metalli contenuti nel tubo a raggi catodici di televisori e parti di computer destinati altrimenti alla discarica. Niente di strano quindi che il vostro vecchio televisore sia stato trasformato in oro olimpico. Oltre alle varie forme di riciclo è stato sviluppato anche un modo innovativo di fornitura dell’energia elettrica alternativa che ridurrà notevolmente la necessità di gruppi elettrogeni e che porterà a una riduzione del novanta per cento delle emissioni di gas a effetto serra.

Vancouver città riciclona. Anche grazie a questa attenzione verso l’ambiente l’ultimo rapporto dell’Economist la pone al primo posto tra le città più vivibili del pianeta. Recentemente è stato lanciato il progetto per fare di Vancouver entro il 2020 la città più verde del mondo con l’eliminazione della dipendenza dei combustibili fossili e la creazione di ventimila nuovi posti di lavoro “verdi”. Inoltre tutte le nuove costruzioni saranno Carbon Neutral, prime al mondo per design e costruzioni ispirate al verde. Ad maiora, Vancouver.

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