09 febbraio 2010

Benvenuti a casa Razzoli, il piccolo Tomba di grande talento

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sci

Giuliano Razzoli si diletta ai fornelli: "Mi piace cucinare, ma preferisco mangiare"

Una giornata là dove si rifugia lo slalomista su cui l'Italia punta per una medaglia a Vancouver. Giuliano, 25 anni e un biglietto per la sua prima Olimpiade, vive sull’Appennino emiliano: "Vi svelo i miei segreti: la famiglia, gli amici, la buona cucina"

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di Matteo Veronese
da Villa Minozzo (RE)

Dalle nevi di Kitzbuhel e Wengen a quelle meno celebri e celebrate di Febbio: è qui, sulle colline emiliane, che il più promettente talento dello sci azzurro ha messo per la prima volta gli sci ai piedi e ha iniziato un’avventura che lo porterà, a Vancouver, a gareggiare per l’oro olimpico. Merito di papà Antonio, maestro di sci, il primo a credere in lui dopo averlo visto scendere con disinvoltura sulle nevi di casa: "Mio papà ha messo gli sci ai piedi anche alle mie sorelle ma non aveva la possibilità né il tempo di portarle a sciare come ha fatto con me. Se non avessi fatto lo sciatore mi sarei concentrato di più sugli studi: ero iscritto a ingegneria ma facendo questo sport avevo poche chance di continuare. Col senno di poi, è andata bene così...".

Giuliano Razzoli ci accoglie nella sua casa, a Villa Minozzo, qualche decina di chilometri a sud di Reggio Emilia e qualche centinaio di metri sopra il livello del mare. Mancano pochi giorni al suo viaggio in Canada. Vancouver lo aspetta per la gara di slalom speciale, con tutto il peso delle aspettative di chi lo considera l’erede di Tomba. La neve che imbianca le cime dei colli rende ancor più magico un paesaggio che già di per sè ha qualcosa di onirico: un silenzio quasi irreale avvolge il paese di Giuliano, regalando ai "150 abitanti, a contarli due volte" una quiete che solo qualche decina di chilometri più a nord si sognano. Alla quiete di questo paesino emiliano e ai suoi abitanti, che si conoscono tutti fra di loro, Giuliano non rinuncerebbe mai: "I primi ricordi nitidi sono le prime sciate a Febbio, proprio dietro casa. Poi c’è stata la scuola di sci: tanti chilometri, tanti sacrifici, ma non ho mai pensato, neanche in tempi recenti, di trasferirmi. Vivo qua con la mia famiglia che per me è molto importante e poi queste sono le “mie” montagne, quando torno ricarico le batterie e mi rimetto in sesto".

Tra una discesa e l'altra torni a casa appena puoi: quali svaghi ti concedi?

Prima di tutto una bella mangiata: bene o male che vada la cucina di mia mamma mi ricarica sempre! Per il resto passo il tempo come tutti i ragazzi della mia età, tra gli amici e la ragazza. E poi leggo: romanzi di avventura ma non solo.

L'ultimo libro che hai letto, il tuo preferito, e quello che rileggeresti.
Sto leggendo Whalalla di Clive Cussler, è uno scrittore che mi piace. Il mio preferito è IT, di Stephen King, che è anche quello che rileggerei… con calma però perché è un bel "mattone"!

Hai un fan club molto appassionato, che ti segue in ogni trasferta. Quando torni a Villa Minozzo sono tutti qua ad aspettarti e a festeggiarti indipendentemente dal risultato: la tua forza deriva da questo sentirti sempre a casa, in un certo senso?
A me fa molto piacere che vengano a vedermi. Venivano anche quando non mi qualificavo, quando scendevo col pettorale 60 o 61… Sono grandiosi, mi seguono sempre e mi fanno sentire sempre a casa, anche quando sono in giro per il mondo e non torno per tanto tempo, così sono sempre "in vantaggio" sui miei rivali.

Com'è la tua giornata tipo quando non metti gli sci ai piedi?
Anche quando non sono sugli sci la preoccupazione maggiore sono gli allenamenti: fase atletica nel pomeriggio e video dei precedenti allenamenti. Quando sono a casa invece sono un po' più tranquillo… tanto per cominciare mi alzo un po' più tardi! Poi magari faccio un giro bicicletta sullle strade qua intorno. Non sarei mai diventato un ciclista, diciamo, ma è un buon allenamento.

Sulla neve invece? Hai un tipo di neve che preferisci?
Sulla neve ci alleniamo la mattina. Io preferisco sciare sul ghiaccio ma bisogna sapersi adattare un po' dappertutto: in Canada la neve sembra essere molto diversa dalla mia preferita. Speriamo non nevichi prima della gara altrimenti… buona fortuna a tutti!

Cosa ti piace dello slalom, la tua specialità?
Lo slalom è una specialità più subdola delle altre, per le quali ci vuole comunque una grande preparazione. Mi piace la sensazione di essere sempre sul filo del rasoio: basta un centimetro per inforcare ed essere fuori.

Tua mamma Tiziana prepara dei tortelli fatti in casa "divini". In più so che collezioni vini: non temi che questi peccati di gola influiscano sulla tua preparazione?
No assolutamente! Sto molto attento a non sgarrare. Mi concedo il pasto del lunedì a casa, tra le prelibatezze della cucina di mia mamma ma per il resto cerco di equilibrare bene la dieta. Un peccatuccio ogni tanto ci vuole però: i tortelli sono divini, confermo. Per quanto riguarda i vini mi limito a collezionarli… ecco, un bicchiere ogni tanto, magari in inverno.

A questo punto ti chiederei di continuare l'intervista in cantina...
La cantina è in paese, proprio sotto la casa in cui ho vissuto fino a 4 anni. Andiamo!

Come è nata questa tua passione per i vini?
Merito di mio cognato: mi ha fatto assaggiare qualche vino buono qualche anno fa e mi ha fatto piacere abbinarlo col cibo. Tra noi emiliani c’è la cultura del pasto, del mangiare bene e sano.

Qual è la bottiglia più pregiata che tieni in questa cantina?
Tra le quasi 600 bottiglie direi un Amarone del 2000… non lo berrò mai, credo. Vedremo… magari se vinco la prossima gara! Niente è impossibile, dicono. Magari "difficile", però…

Campione di sci, emiliano, amante dei vini... cerchi di ispirarti a qualcuno?
Beh, il primo che viene in mente a tutti è Albertone. Mi ha fatto piacere quando è venuto a festeggiare la mia prima vittoria in coppa del mondo. E' un paragone un po' troppo grosso però, che mi fa piacere ma che ha un certo peso. Io ho vinto una gara in coppa del mondo, lui ha vinto tutto e credo che non possa essere paragonato a nessuno.

Invitalo a cena e servi il tuo menù preferito.
Ah ma io non sono mica bravo a cucinare, son bravo a mangiare! Sicuramente servirei i piatti di mia mamma, magari mi faccio supervisionare da lei ai fornelli.

Andrai a Vancouver per le Olimpiadi: 12/13 giorni lontano, lontanissimo, da casa. Ti aiutiamo noi a preparare la valigia: cosa ci metti dentro?
Sarà dura, meglio iniziare a prepararla qualche giorno prima perché conoscendomi… e poi non potrò tornare indietro a prendere le cose che mi dovessi scordare, ogni tanto mi capita. Mi porto dietro tutto l’affetto del mio paese.

Come ti prepari anche a livello mentale ad un appuntamento così importante?
La preparazione conta, e molto, ma fino a un certo punto: dovessi fare i 100 metri di corsa o a nuoto sarebbe diverso. Lì vince chi si allena meglio e chi è più forte. Nello sci ci sono così tante variabili che può succedere di tutto da un momento all’altro, soprattutto nello slalom. E' quasi un sollievo paradossalmente: io mi preparerò al meglio e arriverò al cancelletto di partenza convinto, poi farò la mia gara e alla fine guarderò il risultato.

La tua famiglia ti seguirà in Canada?
Sicuramente, mio zio è tornato apposta per venire a vedermi a Vancouver. Poi ci sarà qualcuno del Fan Club.

Hai vinto l'oro: come festeggi?
Ma tanto non vinco! Diciamo che non ci ho ancora pensato, nel caso ci penserò…

Non hai vinto allora, anzi, sei caduto alla prima porta! La prima cosa che fai appena tornato a casa...
Stappo una bottiglia buona, mangio due tortelli buoni faccio una serata con gli amici e sono pronto a ripartire.

La scheda di Giuliano Razzoli
Compleanno: 18 dicembre
Segno zodiacale: Sagittario
Status: Fidanzato
Piatto preferito:I tortelli di mamma Tiziana
Vino preferito: Amarone
Hobby: Libri, Playstation
Ultimo libro letto: Whalalla di Clive Cussler
Libro consigliato: It di Stephen King


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