12 febbraio 2010

Cinque cerchi di pioggia. Stanotte la cerimonia d'apertura

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Il governatore della california Arnold Schwarzenegger riceve la fiaccola olimpica

Grande attesa (con maltempo) per l'inaugurazione dei Giochi, un evento che sarà seguito da una vastissima audience planetaria, più i sessantamila che affolleranno lo splendido Bc Center. IL PROGRAMMA, LA GALLERY E LO SPECIALE CON VIDEO, NEWS E FOTO

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Nella notte italiana (a Vancouver saranno le 17) è ormai tutto pronto per la cerimonia di inaugurazione dei 21esimi Giochi Olimpici Invernali, un evento che sarà seguito da una vastissima audience planetaria, più i sessantamila che affolleranno lo splendido Bc Center.

Tutta la città in festa - Camion rossi con il simbolo del Canada, musica assordante e bandierine che sventolano. Vancouver si è svegliata con le luci e i colori di una città in festa: a poche ore dalla cerimonia che aprirà ufficialmente i Giochi, per la prima volta si avverte per le strade il fermento e la partecipazione dei cittadini all'evento. La zona del Downtown, cuore pulsante di Vancouver, è stata bloccata al traffico per permettere il passaggio quasi carnevalesco di pullman inneggianti allo slogano locale 'Go, Canada, Go': la carovana si è fatta largo tra la folla, accolta da applausi e flash.

La fiaccola arriva con Schwarzenegger  - Intanto si avvia a concludere il suo lungo percorso la fiaccola: alle luci dell'alba, nel parco che costeggia la bella baia della città della British Columbia, c'è stata una staffetta eccellente: Arnold Schwarzenegger, uno dei tedofori d'eccezione ingaggiati dal comitato organizzatore, ha completato i suoi 300 metri tra le ovazioni del pubblico prima di consegnare la fiaccola a Sebastian Coe, grande campione dell'atletica e ora presidente del comitato organizzatore dei Giochi di Londra 2012. "Faccio i complimenti a Vancouver, un'organizzazione perfetta", le parole di Coe.

Il tempo così così - C'è maltempo: per la pioggia caduta è stata infatti annullata la terza prova cronometrata in vista della discesa olimpica di sabato, primo giorno di gare. Anche per sabato le previsioni meteorologiche  non sono buone. La prima prova di discesa uomini era stata annullata dopo la partenza di una quarantina di atleti. La seconda, giovedì, era stata effettuata su un tracciato più breve con l'arrivo nella zona di partenza dello slalom speciale.

Uno spettacolo indoor - Sarà comunque la prima volta indoor per uno spettacolo che, assicurano da queste parti, non sarà dimenticato tanto facilmente. Scatta dunque ufficialmente la terza Olimpiade per il Canada, che già le ospitò nelle edizioni di Montreal (1976, estiva) e Calgary (1988, invernale). La città di Vancouver è avvolta da bandiere e slogan a cinque cerchi e i suoi abitanti, molti dei quali ne hanno approfittato per un paio di settimane di vacanze, fanno i conti con il traffico e la pioggia, ancora battente.

Tanta voglia di medaglie - C'è attesa ma anche consapevolezza che stavolta un oro olimpico casalingo non sfuggirà agli atleti canadesi, tanto che il lo Chief Executive Officer di "Own the Podium 2010", Roger Jackson, si è sbilanciato: "Puntiamo a un bottino di trenta e più medaglie, possiamo farcela".

Quell'inferiority complex canadese - Un progetto ambizioso che quasi cozza con la classica realtà canadese, quella di un popolo spesso colpito, se non da un complesso di inferiorità collettiva, da una eccessiva modestia. Sarà che nella mente dei canadesi è ancora viva la delusione di Pechino per il canoista Adam van Koeverden o anche l'amarezza, in occasione di Montreal '76, per non aver completato in tempo l'Olympic Stadium. In più, stavolta, ci si è messa qualche bega politica di mezzo per quel logo sulle divise canadesi troppo simili a quello del primo ministro conservatore Stephen Harper.

I quattrini devono fruttare - Ma in questa occasione qualche luogo comune pare destinato a cadere: per innalzare le performance degli "eroi locali", gli organizzatori dei Giochi di Vancouver hanno speso 118 milioni di dollari. Una cifra considerevole che fa dire al presidente del Vanoc, John Furlong, che "avevamo bisogno di un team canadese davvero forte". C'è poi il "Top Secret project" per cui si sono spesi otto milioni di dollari in oltre cinque anni per sviluppare frizioni super per lo snowboard o per studiare le migliori traiettorie nel curling. Insomma, un investimento imponente che ora deve portare i suoi frutti, e cioè le medaglie olimpiche. Meglio se di color oro, tanto da permettere al Canada, terzo nel medagliere finale di Torino 2006, di abbattere un altro tabù.

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