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14 febbraio 2010

E puntuale l'orda Black Block partecipa, ma per distruggere

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Nobili cause (la difesa dei diseredati) che si sono trasformate in furia a due passi dal centro che ospita i mass media. Duecento arrabbiati, il volto coperto, che hanno trasformato ogni cosa in armi. Sette gli arresti. LE FOTO E GLI HIGHLIGHTS DELLE GARE

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La polizia canadese ha arrestato sette persone in seguito agli scontri fra un gruppo di manifestanti e le forze dell'ordine durante una manifestazione di protesta contro le Olimpiadi. Circa 200 persone, per lo più giovani vestiti di nero e con il volto coperto, sono scese in  strada a Vancouver durante il primo giorno di gara dei Giochi. La protesta è stata organizzata dalla rete Olympics Resistance Network (ORN). Non ci sarebbero stati feriti.

di MASSIMO CORCIONE

Ha aspettato il primo giorno dopo l'inaugurazione per mostrarsi, poi il popolo dei black block si è presentato all'olimpiade di Vancouver alla sua maniera. Non per partecipare, ma per distruggere. In nome dei vecchi abitanti della British Columbia, dei diseredati che fanno la fila per un pasto caldo in una città che ostenta ricchezza, dei senza casa che sono stati dimenticati per finanziare un'edizione olimpica da ricordare.

Nobili cause che si sono trasformate in furia a due passi dal centro televisivo che in questo mese ospita i mass media di tutto il mondo. Network di resistenza olimpica il nome scelto dal gruppo che aveva preannunciato azioni durante i giorni dei Giochi invernali. Le strade dello shopping, con i grandi Mall - i grandi centri commerciali - invasi da turisti e canadesi bardati a festa, sono state percorse da duecento arrabbiati, il volto coperto, che hanno trasformato ogni cosa in armi.

Oltre ai bastoni, anche un distributore di giornali diventa strumento di guerriglia per sfondare vetrine, mentre segni vengono lasciati pure su auto e bus. Preso di mira soprattutto il principale sponsor dell'Olimpiade. Si ripete un rituale che torna ogni volta che i riflettori del mondo si accendono su una città. Case e non Giochi uno degli slogan utilizzati dai vandali contrastati dai poliziotti che vigilano sulla tranquillità delle gare. In 15 mila sono stati dispiegati dal governo canadese, una presenza che si sente, anche se resta discreta. A non accorgersi di nulla, come spesso accade, gli atleti, confinati nel villaggi olimpici e nei campi di gara. Per loro contano i quattro anni di fatica sognando una medaglia.

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