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16 febbraio 2010

Ecco perché gli azzurri dello sci perdono e perderanno

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L'arrivo della pista della discesa libera di Whistler Mountain, in Canada

MARIO COTELLI, l'ex leggendario ct della Valanga Azzurra anni '70 ora opinionista di SKY Sport, analizza le cause della cocente sconfitta nella libera maschile. E fa le sue previsioni sulla discesa femminile (mercoledì) e sul SuperG maschile (venerdì)

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di MARIO COTELLI


Quello della discesa di Vancouver è un tracciato che poteva premiare solo chi sa affrontare le curve veloci come si deve, poche storie. Le cause della nostra sconfitta sono quindi presto e facilmente descrivibili: noi azzurri abbiamo ormai solo ed esclusivamente dei super-specialisti in squadra. Mi spiego: il gigantista fa il gigante, il discesista fa la discesa, punto. Col bel risultato che uno come Heel o Staudacher (gli azzurri che hanno deluso in libera, ndr) fa sette gare l'anno. Sufficiente? Non mi pare proprio per sperare di andare a medaglia con certa concorrenza in giro. E non sarà un caso se noi italiani non saliamo su un podio olimpico di discesa dall'eternità di 34 anni.

Il punto è che per affrontare i giganti di oggi devi saper correre forte. Non è come trent'anni fa, quando si andava a 50 km l'ora. Adesso si va a 100. Lunedì notte, allora, hanno semplicemente vinto i gigantisti: Defago, Svindal, Miller (uno che, se si allenasse invece di fare vita allegra, chissà cosa avrebbe vinto in carriera) sono gigantisti contemporanei. Quelli che sanno governare la velocità, la conduzione delle curve. E che hanno tenuta atletica.

Ci avete fatto caso? E' molto facile accorgersene: quando un atleta abbassa la testa e alza il culo (pardòn per l'espressione, ma rende bene l'idea), quello è il segnale che sta perdendo la posizione corretta, perché le gambe si irrigidiscono. Innerhofer, che era oro a metà gara, è cascato proprio su questo: non ne aveva più, era stremato, era troppo stanco per reggere fino in fondo. Perché la squadra azzurra non pone rimedio a una lacuna del genere? Beh, signori miei, se i responsabili tecnici non "studiano" e non leggono le statistiche internazionali, sarà mica colpa mia...

Passiamo alle previsioni. La discesa della Supercombinata di oggi mi rifiuto persino di prenderla in considerazione. Non ha il minimo significato tecnico. Sapete perché si inventano questo tipo di gare? Per avere più sponsor. Uccidendo, con ciò, lo sci. Perché lo si priva dei suoi valori agonistici veri. La discesa donne di mercoledì: beh, le nostre sono out. Elena Fanchini, Merighetti: poverette, se la Vonn è in palla, non c'è trippa per gatti. E se non è la Vonn, sarà la Maria Reisch.

Passiamo al SuperG maschile di venerdì. Se si mantiene questo clima atmosferico, almeno la gara avrà uno svolgimento regolare, che è già qualcosa in Canada. Certo: ci saranno più curve rispetto alla discesa per noi azzurri fallimentare. Ma saranno veloci, e vale perciò quel che ho detto prima. Prevedo un risultato purtroppo molto, molto simile a quello della libera. Oddìo, magari su una gara da un minuto e 20 circa i nostri eroi reggono fisicamente di più. Il migliore è Werner Heel, non c'è dubbio.

Ci tengo solo a dire due cose sulla pista. In America tagliano le piante e disegnano le piste dove resta il vuoto. Le piste europee sono molto, molto differenti. Raccontano una storia. "Seguono" la montagna, sono i vecchi camminamenti tra gli alpeggi estivi. Queste sulle Montagne Rocciose sono insomma tracciati artificiali, non creati dalla natura. Perché le curve disegnate da madre natura, credetemi, sono "ostiose" come diciamo noi in Valtellina: sono ostiche, irregolari, bellissime. Cambiano raggio di continuo. In Canada c'è una curva a destra e una a sinistra, stop. Piste che non mi piacciono. Sarò all'antica: ma non c'è storia, Wengen e Streif a Kitzbuehel, lo sci è quello lì. A presto.

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