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20 febbraio 2010

"Distacchi minimi? Macché bravura: pista poco selettiva..."

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L'azzurro Werner Heel: 2 centesimi dal bronzo e 5 dall'argento nel SuperG di vancouver

MARIO COTELLI, l'ex leggendario ct della Valanga Azzurra anni '70 ora opinionista di SKY Sport, commenta il SuperG-beffa per gli azzurri e si lancia nel pronostico per il gigante di martedì. "Svindal, Cuche, Janka. Incognita Blardone e Simoncelli". FOTO

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di MARIO COTELLI


Tutto come previsto, dunque, nel SuperG maschile di Vancouver. Lo avevo detto, è successo. Questo SuperG era la replica della libera. Tracciato identico. Per questo, dei primi tre della discesa di lunedì scorso, due hanno beccato oro e argento: il fantastico norvegese Svindal e il fuoriclasse americano Miller. Perché si è trattato di una gara molto, molto veloce, 115-120 all'ora, mica roba da ridere. I nostri? Appunto: come previsto. Hanno avuto problemi nella parte alta, come avrete visto tutti. Dove il tracciato girava di più. Il problema di saper affrontare le curve veloci. Non dimentichiamo, comunque, che era stato disegnato da un italiano: Gianluca Rulfi. Dettaglio che ha avuto eccome la sua importanza. Heel, Staudacher, Innerhofer sono stati certamente facilitati. E, difatti, i distacchi si sono misurati in una manciata di centesimi. Anche se, come già temevo nel mio precedente commento, hanno "mollato" tutti fisicamente nel finale di gara...

Ma fatemi dire un paio di altre cosette da bastian contrario. Perché il bello di questa esperienza meravigliosa con SKY è che posso dire liberamente tutto quello che mi passa per la testa. Primo: non si è trattato per nulla di una pista selettiva. Ricordatevelo sempre: quando i distacchi sono così, più che la bravura del singolo conta il tipo di pista. E gli italiani ne hanno beneficiato. Se poi calcoliamo che non c'è stato il differenziale da usura progressiva della pista, beh, ecco spiegate tante cose. Anzi: una, i distacchi minimi. Seconda cosa: gli sci. Scusate, in F1 non si fa un gran parlare di gomme, di marche? Bene, allora io dico assumendomene la totale responsabilità che dietro agli Head (calzati da due fuoriclasse assoluti come Svindal e Miller), i Rossignol che stavano ai piedi degli altri alle loro spalle si sono rivelati gli attrezzi ideali su questo tipo di pista e, soprattutto di neve.

Dato a Cesare quel che è di Cesare, guardiamo avanti. Scusate se sono irriverente: il SuperG donne non lo prendo neanche in considerazione. Azzurre senza la minima chance, punto. Martedì invece (rinviato per le bufere di neve dei giorni scorsi) ci sarà il gigante maschile.  Non si sa come sta Simoncelli: è stato fermo 4-5 giorni e l'inattività prima dell'Olimpiade non è mai una bella roba. Vedremo. Lui è uno di quelli che "subiscono" meno la gara, tecnicamente e psicologicamente. Sarà comunque un tracciato veloce, come ho ripetuto allo sfinimento. Perché alle Olimpiadi e ai Mondiali è così: si fa tutto sulla stessa pista. sarà un gigante ricavato sul percorso della discesa. Porte non troppo angolate, non ripido.

Prevarranno perciò i gigantisti veloci. Se noi azzurri non tocchiamo palla da anni in queste discipline alle Olimpiadi, ci sarà pure una ragione... Siamo abituati a Val Badia, ad Adelboden, a quei giganti lì. Qui sarà durissima. Mio pronostico: Svindal, Cuche, Carlo Janka per il podio. Inserisco per ottimismo i nostri Blardone e Simoncelli se beccano la giornata giusta. Il podio si decide fra questi cinque. Con due outsider di lusso: l'americano Ted Ligety, pericolosissimo, e l'austriaco Raich. Uno che, nelle grandi competizioni, non vorrei mai avere come rivale... A presto, ciao a tutti.

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