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20 febbraio 2010

Canuck-Luongo, è di Avellino il Buffon dell'hockey canadese

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Johnny Canuck alias Roberto Luongo da Avellino, il portierone della nazionale canadese

Esattamente come il Gigi della Juventus, Johnny-Roberto fa il portiere. Ma della nazionale padrona di casa. Alla vigilia dell'atteso match contro gli Usa, ecco la storia di un immigrato italiano eccellente che secondo i tifosi dà lustro alla "canadesità"

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Per i tifosi il suo nome è Canuck. Johnny Canuck. Nel dialetto di Vancouver la parola canuck significa semplicemente 'canadese', ma gli americani la considerano in termini vagamente dispregiativi. I canadesi invece la rivendicano. Dicono che - per quanto dialettale - è l'unica parola capace di esprimere "davvero" orgoglio e appartenenza profondamente canadesi.

Per questo Johnny Canuck, portiere dei Vancouver Canuncks e della nazionale di hockey, in Canada è considerato una sorta di simbolo, addirittura più amato della star del momento, il giovane e talentuoso Sidney Crosby. Solo che Johnny Canuck, campione di hockey sposato con Gina Cerbone e padre di Gabriella, in realtà si chiama  Roberto Luongo, ha quasi 31 anni ed è originario della provincia di Avellino.

Luongo in Canada è un simbolo assoluto proprio perché italiano, amato tanto quanto lo può essere Gigi Buffon in Italia. Per due motivi: perché (esattamente come Buffon) fa il portiere della nazionale; e perché la sua origine italiana rappresenta in realtà un valore aggiunto di canadesità. Il Canada, come ha dimostrato anche la cerimonia inaugurale dei Giochi, fa della diversità culturale un tratto distintivo della sua identità e il fatto che il portiere della nazionale dello sport più amato sia italiano rafforza ancora di più lo spirito canadese della squadra.

Alla vigilia di una dei match più attesi di tutte le Olimpiadi, la patitissima contro gli Stati Uniti, il volto di Roberto Luongo rappresenta su tutti i tg e i media canadesi il vero messaggio beneaugurante. Le sue parate messe in mostra contro la Norvegia (8-0) e nel difficile confronto contro la Svizzera (3-2 ai rigori) sono state celebrate dalla stampa del Canada come eventi di assoluta, olimpica bellezza. "Chiamatelo solo Johnny Canuck" titolava il Vancouver Sun del giorno del suo esordio.

Lui, portierone di 1,91 per 94 chili di peso, ha accolto gli applausi con l'entusiasmo di sempre, ma ha ammesso di 'sentire' queste Olimpiadi più di qualsiasi altro torneo a cui abbia partecipato. "L'esordio è stato emozionante. Non so dire quante volte sono dovuto intervenire, credo poche, ma non ricordo di aver mai sudato tanto in una partita di hockey" ha commentato il portierone italo-canadese. "Ed ora gli Usa: più carico di così non potrei essere".

Figlio di Antonio Luongo, emigrato in Quebec negli Anni Settanta, e di una irlandese che di nome fa Pasqualina, Roberto Luongo è nato e cresciuto a Montreal ma porta l'Italia nel cuore. E' l'unico della nazionale a parlare fluentemente inglese, francese e italiano. E rivendica con orgoglio questa sua capacità. Non a caso ha sposato una donna italo-americana, Gina Cerbone, e ha voluto chiamare la figlia di 2 anni Gabriella. Quando non è a Vancouver, Roberto Luongo vive a Fort Laudaldale, in Florida, dove suo suocero è titolare della Pizzeria Time Trattoria. Domenica per lui, che fa parte della Hall of Fame dell'Hockey canadese, è uno dei giorni più attesi dei Giochi: si gioca la supersfida contro gli Usa. "A queste Olimpiadi sento il Canada nel cuore, sono orgoglioso di giocare per il mio Paese" ha detto Luongo. E di fronte alla stampa internazionale lo ha ripetuto: in francese, in inglese e in italiano.

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