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24 febbraio 2010

Facile prevedere il flop: il mondo è cambiato, l'Italia no

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Lo svizzero Carlo Janka ha vinto l'oro davanti alla coppia norvegese

MARIO COTELLI, l'ex leggendario ct della Valanga Azzurra anni '70 ora opinionista di SKY Sport, ragiona sull'ennesimo fiasco azzurro nel gigante maschile. Un problema che riguarda anche le donne: incapaci di velocità. Lo slalom di sabato? Razzoli. LE FOTO

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di MARIO COTELLI


Adesso è facile ricordare: l'avevo detto. Svindal e Janka sul podio nel gigante maschile. Eppure è andata proprio così. Aggiungo però un'attenuante: calma, non è mica colpa dei ragazzi, non dategli addosso. E' colpa, piuttosto, di una cultura italica: il mondo è cambiato negli ultimi vent'anni e qua invece non ce ne siamo accorti! I giganti sono veloci, noi viaggiamo ancora con i vecchi schemi. Gli altri, la concorrenza, fanno velocità, sono preparati. I nostri no. Quando le porte ti vengono addosso a 80 all'ora, bisogna essere capaci di starci dentro.

Siamo alle previsioni sul gigante donne. Premesso che vale anche per le ragazze quanto sostengo (da tempo) a proposito dei maschietti, dico che l'unica con la testa giusta per provare a stare davanti è la ragazzina, la Brignone. Per la Denise Karbon mi sembra un tracciato troppo veloce. Poi starei attento anche a Julia Mancuso, che si è già tolta la fame di medaglie e la vedo molto bene in questo genere di gara.

Lo speciale di sabato, la gara conclusiva? Guardate: è uno slalom facile facile. Per questo il nostro "Razzo" Razzoli potrà dire la sua. Noto, purtroppo, che Moelgg è "impallato" come mai, tecnicamente. Razzoli invece è uno che molla i freni sempre, su una pista facile è possibile prevedere che scateni la sua potenza. Tenendo ovviamente conto di chi ha di fronte: gli austriaci, Raich e Pranger su tutti, sono avversari temibili assai. Poi anche il solito Ted Ligety e il francese Lizeroux sono in grado di regalare qualche spiacevole sorpresa da podio.

Vi confesso: io, comunque, non sono affatto sorpreso dal flop, dal fallimento italiano nello sci.  O si cambia filosofia nella pianificazione, nella programmazione delle stagioni agonistiche, o ciccia. Continueremo a non toccare palla fuori dalla Coppa del Mondo. Dopo la discesa avevo detto che i nostri non sanno fare le curve. Che non sanno gestire il "misto" le gare a tutta birra che "girano" tra i pali. Non è stata quindi una sorpresa, per il sottoscritto, la conferma di questo teorema. Avrei una proposta. E se eliminassimo definitivamente dai calendari luoghi come Val Badia o Adelboden, i tracciati classici? Credetemi: sarebbe un bene per tutti noi. Alla prossima, ciao.

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