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26 febbraio 2010

Fabris sconsolato: "E' andato tutto storto"

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Ennesima delusione per Enrico Fabris. Il campione a Torino abdica nel peggiore dei modi anche nell'inseguimento a squadre: eliminato nei quarti con Luca Stefani e Matteo Anesi (foto Ansa)

I Giochi di Vancouver per l'azzurro sono iniziati male e finiti peggio con l'eliminazione dalla gara a squadre di velocità: "Non siamo riusciti a fare nulla di quello che ci eravamo prefissati". Torino 2006 è un lontano ricordo. LO SPECIALE

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Che questi Giochi fossero nati sotto una cattiva stella Enrico Fabris lo ha capito quasi subito. Ma chiudere così, fuori da tutto, consegnando senza lotta due titoli olimpici è davvero difficile da mandare giù: le Olimpiadi di Vancouver sono il rovescio brutto della medaglia di Torino per il campione dei pattini, che, dopo il settimo posto nei 5000 metri, il decimo sui 1500, la rinuncia nei 10.000, deve abdicare anche nell'inseguimento a squadre, quella prova che nel 2006 gli aveva portato il secondo oro. Sull'ovale sfortunato di Richmond il sipario per l'azzurro cala con un altro boccone amaro da mandare giù; l'Italia esce ai quarti nell'inseguimento, prendendo più di tre secondi nella sfida con il Canada. Stavolta il ko, così come era stato il trionfo quattro anni fa, lo divide con i compagni di squadra, Matteo Anesi e Luca Stefani. Soprattutto quest'ultimo non e' riuscito a tenere il ritmo, e già dopo la prima curva l'Italia aveva perso un secondo e mezzo.

"E' andato tutto storto, tutto sbagliato - dice senza cercare troppe scuse Fabris - non siamo riusciti a fare nulla di quello che ci eravamo prefissati". L'azzurro lo aveva detto già dopo la seconda gara individuale andata male: 'Non devo aggrapparmi a Torino'. Già perché il confronto con quei Giochi trionfali e' impietoso, e la paura di non essere all'altezza ha dato l'ennesimo contributo negativo. "Un po' ha pesato - ammette il pattinatore di Asiago - a Torino era cominciato tutto bene e finito anche meglio, se non vinci invece le cose si complicano". E poi ci si è messo anche il malessere la notte prima dei 10mila che lo ha costretto a non presentarsi al via. "Ci ho messo un giorno e mezzo per riprendermi -. Insomma è andato tutto male".

Peccato, perché Fabris era uno di quegli ori probabili già naufragati il primo giorno: ma l'azzurro, pronto a dimenticare la brutta avventura canadese, non intende uscire di scena. "Andiamo avanti fino a Sochi 2014, fino a quando pattinare ci divertira' ancora". L'addio a Vancouver è mesto, per chi alla vigilia aveva annunciato grandi cose: ma qui non ha funzionato nulla. L'Italia almeno qui ha perso il suo campione di punta del ghiaccio, e con il flop-choc della Kostner, il bilancio non puo' che essere negativo.

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