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17 maggio 2010

Olimpiadi 2020, Roma ormai a un passo dalla candidatura

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La homepage del sito per la candidatura di Roma ai Giochi del 2020

Mercoledì al Coni quasi sicuramente sarà la capitale ad aggiudicarsi la candidatura italiana per il 2020: alla Commissione di valutazione è infatti apparsa più convincente di Venezia, la diretta concorrente italiana per i Giochi

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L'Olimpiade a Venezia è un'idea romantica, ma il fascino della laguna molto probabilmente non basterà. Nemmeno la forte campagna promozionale della Lega sembra destinata ad avere effetto: mercoledì al Coni quasi sicuramente sarà Roma ad aggiudicarsi la candidatura italiana per il 2020. Venezia per coronare il sogno olimpico ci dovrà riprovare, perché cinquanta anni dopo i primi Giochi che segnarono il passaggio dal dopoguerra al boom economico, Roma sembra destinata a giocarsi ancora una volta la chance a cinque cerchi.

Il via libera è atteso dopodomani, quando il Coni sarà chiamato a un doppio appuntamento: prima la Giunta e poi il consiglio nazionale per annunciare il verdetto. Roma, se vince, non lo farà in volata, ma per distacco, perché alla Commissione di valutazione, che dal 5 marzo (giorno di presentazione dei due dossier) ha svolto un lavoro molto approfondito su entrambi i progetti, la candidatura capitolina è apparsa più convincente. E non c'entrano il Colosseo o l'immagine da cartolina della città eterna, perché su questo la concorrenza di Venezia era altrettanto attrezzata: negli undici punti previsti dal Cio e usati come strumento di valutazione dalla commissione creata ad hoc dal Coni, Roma raggiungerebbe un punteggio maggiore.

L'endecalogo si snoda tra 1) supporto governo, aspetti legali, opinione pubblica; 2) infrastrutture generali; 3) impianti sportivi; 4) Villaggio Olimpico; 5) impatto e condizioni ambientali; 6) alloggi; 7) sistema trasporti; 8) sicurezza;  9) esperienza di eventi sportivi già organizzati; 10) finanze; 11) valutazione generale progetto ed eredità. Facendo la somma, la capitale sembra offrire maggiori garanzie, con un punto di forza: la compattezza della proposta olimpica.

Ad eccezione di una specialità dell'equitazione (il completo in programma ai Pratoni del Vivaro a Rocca Priora), tutte le discipline si svolgeranno nel solo comune di Roma. Un evento raro a guardare anche le ultime edizioni dei Giochi, comprese quelle spettacolari e dal budget fuori quota di Pechino. Su Venezia, il cui dossier comunque è stato molto apprezzato e la cui candidatura è stata fortemente caldeggiata dall'area politica più nordista che spesso ha spostato l'attenzione della sfida sportiva su una contrapposizione tra Nord e Centro-Sud, peserebbero le troppe difficoltà logistiche: alcune gare sono previste in siti raggiungibili solo col vaporetto e questo comporta per gli atleti l'uso di due mezzi di trasporto (terra e mare) per arrivare al campo gara. Location non facili da gestire nemmeno sul piano della sicurezza, che si sa - da sempre, ma soprattutto dopo l'11 settembre - è diventata un elemento chiave nella scelta del Cio.

Nella scelta, che verrà formalizzata mercoledì, comunque peseranno solo parametri tecnico-sportivi (nessuna ingerenza politica si dice al Foro Italico): e su questi, a meno di cambi di fronte dell'ultima ora, Roma è stata giudicata avanti. La Giunta (composta da 19 membri) si riunirà alle nove: già in quella sede dovrebbe maturare la scelta che verrà poi portata al voto del consiglio nazionale (78 membri, tre gli assenti già annunciati).

Roma si appresta così ad essere la prima ad annunciare la candidatura per i Giochi del 2020, perché al momento a parte molti rumors, non c'è alcuna città che ha ufficializzato di mettersi in corsa. Complice la crisi, che ha fatto rinunciare addirittura a Dubai l'organizzazione dei mondiali di nuoto, il cerchio potrebbe essere molto ristretto: in tanti infatti hanno spostato l'attenzione sui mondiali di calcio (a fine anno si assegna la sede della coppa iridata del 2018), kermesse che muove un numero di gran lunga inferiore di atleti. Insomma Roma, se sarà prescelta, avrebbe buone possibilità di aggiudicarsi allora sì, allo sprint, nel 2013 le Olimpiadi 2020.

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