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14 febbraio 2012

No a Roma 2020, lo sfogo di Petrucci: "Serviva più rispetto"

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Il presidente del Coni molto critico con la decisione di Monti: "Il sogno va in fumo, era un'occasione unica". Esulta invece Pietro Mennea. Pellegrini: "Che dispiacere, bisogna riprovarci". Zanardi: "Accettiamo il no".Totti: "Sono triste". TUTTI I VIDEO

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Dopo il no del Governo Monti alla candidatura di Roma per le Olimpiadi di Roma, ecco le reazioni del mondo dello sport. Petrucci contesta la mancanza di rispetto, Mennea esulta, Chechi chiede coraggio per il futuro. Totti è deluso, la Pellegrini chiede: "Riproviamoci".


"Serviva più rispetto. Ci sono rimasto molto male". Gianni Petrucci, presidente del Coni, si esprime dopo la decisione con cui il presidente del Consiglio, Mario Monti, non ha garantito il sostegno alla candidatura olimpica di Roma 2020.  Il 'no' di Monti è arrivato a 24 ore dalla scadenza fissata dal Cio per la presentazione della documentazione. "Al presidente del Consiglio l'ho detto: siamo arrivati all'ultimo giorno, mi ero illuso. Il nostro compito è stato eseguito perfettamente. Questo è il mio dispiacere. Non abbiamo fatto nulla di strano e di diverso da quello che il governo ci aveva chiesto. Era un tema perfetto ma il voto non è stato degno, è questo il dispiacere dello sport italiano. Va in fumo quello che era un sogno". "Sono convinto che si debba tagliare - ha continuato Petrucci -, ma
quando si taglia si deve anche coltivare un sogno futuro. Occorrerebbe tagliare e pensare agli investimenti e le Olimpiadi sono un investimento futuro. Il Cio capirà che non è la nostra volontà, ritorneremo già da Londra a dimostrare la forza dello sport italiano".

Di tutt'altro avviso Pietro Mennea. "Oggi il presidente del Consiglio Mario Monti ha preso una decisione di grande responsabilità dando un segnale forte dimostrando che esiste un Paese concreto e serio, grazie Presidente. Mi sento di dire a Monti grazie, grazie, grazie: con questa decisione ha evitato a milioni di italiani di accollarsi un onere".

Amareggiato Francesco Totti: "Come sportivo, romano e italiano, il no di Monti mi rattrista molto. Peccato veramente".

"Sono molto dispiaciuta: immagino non sia stata una scelta facile di questi tempi e do per
scontato che il Governo sia composto da persone preparate e competenti. Spero che ci sia la voglia di riprovarci per la candidatura all'Olimpiade 2024". Così Federica Pellegrini. "Ho davanti agli occhi l'immagine di un grande evento che avrebbe avuto un bell'effetto sulla percezione del nostro Paese".

"Non provo rancore nei confronti  del premier Monti. Ha preso una decisione difficile. Ma spero che i  nostri governanti vengano a Londra, per vedere le emozioni che sa  regalare lo sport e un'Olimpiade". L'azzurra della scherma Valentina Vezzali commenta così il 'no' del governo. "Evidentemente la necessità di far quadrare i conti ha prevalso sul sogno olimpico. È un segnale preoccupante, perché vuol dire che  davvero la situazione del nostro paese è molto difficile. Risentimento o rancore nei confronti del premier? No, sono convinta che ha dovuto prendere una decisione molto difficile e lo ha fatto con sofferenza e piena consapevolezza".

Deluso Jury Cechi: "Questo paese ha bisogno di avere un po' di coraggio per affrontare il futuro. Se pensiamo solo alle cose che non siamo capaci di fare, allora fermiamoci e lasciamo che gli altri facciano tutto. Noi siamo in grado di fare grandi cose come le Olimpiadi. È stata presa una decisione, ne prendo atto - ha detto l'olimpionico di Atlanta '96 -. Ma sarebbe stato comunque importante provarci. C'erano avvisaglie negative, visto che  la risposta del presidente Monti non è arrivata subito. Rispondere a 24 ore dalla scadenza, poi, non mi sembra troppo rispettoso nei confronti del lavoro del comitato promotore. Io mi considero fortunato per aver vissuto l'esperienza  olimpica. Penso di essere una persona migliore grazie ai Giochi: nel villaggio olimpico ho vissuto momenti meravigliosi".

"Il no di Monti? È una cosa di cui prendere atto. Chi sa più di noi ha stabilito che nella lista delle priorità le Olimpiadi non sono nei primi posti". È questo il pensiero di Alex Zanardi. "È una decisione che va accettata il nostro premier sta agendo per moralizzare il nostro paese che e' tristemente famoso al mondo per avere fallito grandi opportunità, la storia di organizzazione da noi è ricca di scandali. Se le cose dovevano andare ancora così accetto di buon grado, anzi come cittadino mi sento anche un po' sollevato. Sarei stato entusiasta di partecipare a un evento organizzato nel mio paese, cercherò di farlo in terra straniera con l'orgoglio di essere italiano e rappresentare il mio paese".

"C'è tanta amarezza per un sogno che è svanito ma siamo cittadini di questo Paese e, come tale, ritengo che gli elogi del presidente Monti nei confronti del progetto realizzato rappresentano, da un lato, una gratificazione per il lavoro svolto e dall'altro che è stata
fatta una scelta su un quadro di insieme che a me personalmente sfugge". Lo ha detto il presidente del Comitato italiano paralimpico Luca Pancalli. "Oggi bisogna guardare avanti, lo sport italiano non verrà assolutamente intaccato da questa vicenda. Per il mondo paralimpico, sarebbe stata una occasione straordinaria e strategica per ripensare all'arredo urbanistico della città".

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