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14 febbraio 2012

Roma 2020: costi e benefici dell'Olimpiade sotto al Colosseo

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Il quadro sull'impatto economico avuto dalle ultime olimpiadi sui paesi ospitanti

Secondo i dati della commissione Fortis la spesa complessiva sarebbe stata stimata in 9,8 miliardi, in parte coperta da privati. Ospitare i Giochi avrebbe determinato una crescita del Pil di 17,7 miliardi e la creazione di 29 mila posti di lavoro. LE FOTO

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La salvezza sarebbe arrivata dai privati. Era la convinzione del sindaco di Roma Gianni Alemanno. La svolta, per far si che le Olimpiadi avessero avuto un bilancio in attivo erano tutte racchiuse nei 380 milioni che avrebbero permesso di completare il maxiprogetto della Città dello Sport a Tor Vergata attingendo in maniera limitata a soldi statali, appena 120 milioni presi dai fondi di Roma Capitale. E’ questa la carta che il Campidoglio e il Comitato promotore di Roma 2020 hanno usato per provare a vincere le resistenze contabili del governo Monti.

La spesa prevista - I provvidenziali 380 milioni, utili per completare il visionario progetto di Santiago Calatrava, l'infrastruttura più costosa del progetto olimpico già pensata per i Mondiali di nuoto, sarebbero arrivati - aveva spiegato Alemanno - "da una società svizzera, la 'Nec Group International', in associazione con HRS LTd. Ma abbiamo contatti anche con altre strutture dell'Estremo Oriente". In cambio chiedono la gestione del complesso sportivo per 25 anni. Fondi che secondo il Campidoglio avrebbero portato "in attivo" il bilancio di Roma 2020. La commissione di valutazione economica Fortis a gennaio infatti aveva stimato in 4,7 miliardi la spesa pubblica netta per le Olimpiadi e in 4,6 la compensazione derivante dal maggior gettito erariale. Grazie ai privati la spesa pubblica si sarebbe potuta ridurre a circa 4,3 miliardi e produrre un attivo di quasi 300 milioni.  Stando ai dati della commissione Fortis, la spesa complessiva stimata per Roma 2020 sarebbe stata di 9,8 miliardi. Di questi 1,6 miliardi sarebbero serviti per l'ampliamento dell'aeroporto di Fiumicino a carico di Aeroporti di Roma Spa e 8,2 come "spese da parte dello Stato". Come recuperarli? Tre miliardi e mezzo sarebbero stati "recuperabili dai ricavi del Comitato Organizzatore (diritti media e sponsor internazionali dal Cio, sponsor nazionali, biglietteria, ecc.) e 1,2 miliardi da ricavi da sponsorizzazione immobiliare". Sempre secondo la commissione di valutazione economica, ospitare i Giochi avrebbe determinato una crescita del Pil di 17,7 miliardi e la creazione di 29 mila posti di lavoro nel 2020. La crescita del Pil avrebbe interessato tutte le regioni del Paese.

Sobrietà e rigore -
La forza della candidatura italiana per le Olimpiadi - è stato sottolineato anche in ambienti del Cio – sarebbe stata la sua sobrietà, che è un indubbio valore dopo che non pochi Paesi hanno pagato caro, e alcuni come la Grecia in modo devastante, le enormi spese fatte per ospitare i Giochi. Il progetto italiano prevedeva l'impiego di 42 impianti sportivi nella capitale, solo nove dei quali da costruire e che si concentrano proprio nella cittadella di Tor Vergata. La relazione della commissione incaricata di studiare la compatibilità economica dell'iniziativa, inoltre, non lasciava dubbi sulla sua convenienza, visto che i vantaggi in termini di crescita di Pil e di livelli occupazionali sarebbero risultati a costo zero per il Paese. Con queste premesse, aveva detto pochi giorni fa Petrucci, "manca solo la penna per la firma".

I vantaggi dell’Olimpiade - Un investimento per il Paese, che avrebbe avuto effetti benefici sulla crescita e sull'occupazione, praticamente a costo zero. Non lasciava dubbi la relazione della Commissione di compatibilità economica presieduta da Marco Fortis sulla valutazione della candidatura alle Olimpiadi e Paralimpiadi di Roma 2020. Lo studio, di quasi cento pagine, è stato sottoposto il mese scorso al presidente del Consiglio, Mario Monti, ai presidenti di Camera e Senato, e infine presentato in una conferenza stampa in Campidoglio, a Roma. I dati economici sono chiari: le Olimpiadi a Roma avrebbero determinato una crescita cumulata del Pil nazionale pari a 17,7 miliardi di euro nell'arco temporale 2012-2025: un aumento dell'1,4% del Prodotto interno lordo nazionale rispetto al 2011.

Incremento di posti di lavoro - La crescita del Pil - secondo lo studio - avrebbe coinvolto tutte le regioni d'Italia, ovviamente con maggiore concentrazione al Centro, dove l'aumento cumulato avrebbe sfiorato il 4%, ma con benefici sensibili anche al Nord (0,5%) e al Sud (1%). Sul fronte del lavoro, la media annua di nuovi occupati sarebbe stata di 12mila unità, con un picco di 29 mila nell'anno 2020, per un totale di 170mila unità/anno di lavoro. La crescita in termini di unità di lavoro medie nel periodo 2015-2025 sarebbe stata pari allo 0,7% a livello nazionale, con un picco del 2,2% al Centro. La relazione della Commissione Fortis sottolineava soprattutto che tali vantaggi in termini di crescita di Pil e di livelli occupazionali sarebbero risultati praticamente a costo zero per il Paese.

Costi e benefici - L'intero volume di spesa per le Olimpiadi a Roma sarebbe stato di 8,2 miliardi di euro, a fronte di un introito di 3,5 miliardi tra proventi del Comitato Olimpico Internazionale (Cio) per diritti sponsor e tv, biglietti, sponsor locali e lotterie e ricavi da valorizzazione immobiliare. I restanti 4,7 miliardi, che avrebbe dovuto garantire lo Stato come spesa pubblica, avrebbero generato tuttavia un maggiore gettito erariale per il Paese pari a 4,6 miliardi di euro. In pratica, l'operazione sarebbe diventata un volano per l'intera economia nazionale ad un costo finale di 100 milioni di euro. Nei particolari, i costi per l'organizzazione erano stati stimati in 2,5 miliardi. Quelli per la realizzazione e l'adeguamento degli impianti sportivi in 1,4 miliardi, la stessa cifra necessaria per costruire il villaggio olimpico da 18.000 posti e il Centro Stampa da 5.000. La candidatura di Roma massimizzava comunque l'utilizzo di strutture esistenti e di impianti temporanei. Sarebbero stati da completare l'impianto polifunzionale Calatrava a Tor Vergata (500 milioni), da realizzare 'in toto' due nuove opere: un bacino remiero da 95 milioni e un velodromo da 55 milioni. Altri 2,8 miliardi saranno stati destinati alle infrastrutture urbane e di mobilità, un investimento per la capitale e l'intero Paese. Era stato già previsto dal piano strategico di Roma Capitale. A questa cifra vanno aggiunti anche i lavori di adeguamento dell'aeroporto di Fiumicino (1,6 mld), interamente a carico dei privati.

L’apprezzamento del Cio -
Nella relazione, si rileva che lo stesso presidente del Cio, Jacques Rogge, aveva espresso ai componenti della commissione la convinzione che, con la crisi economica e i suoi strascichi negativi, i Giochi del futuro potessero anche essere caratterizzati da un approccio di spesa moderato, in sintonia con i tempi attuali. Per questo è stata giudicata "potenzialmente interessante" una candidatura di Roma che potesse valorizzare un parco importante di strutture già esistenti da integrare non nuovi investimenti. Austerità, rigore nel controllo dei costi e trasparenza nella gestione erano le condizioni necessarie per garantire le cifre emerse dallo studio. Nella relazione si sottolinea infatti che qualunque variazione avrebbe avuto ricadute differenti sui risultati economici e finanziari della simulazione.

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