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21 febbraio 2012

Roma 2020, Pescante lascia la vicepresidenza del Cio

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Mario Pescante si è dimesso dalla carica di vicepresidente vicario del Cio (Getty)

Pochi giorni dopo il no di Monti a Roma 2020, l'ex presidente del Coni ha annunciato le dimissioni dalla carica di vicepresidente vicario del Comitato olimpico internazionale. Determinante la rinuncia alla candidatura della Capitale ai Giochi

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Mario Pescante si è dimesso dalla carica di vicepresidente vicario del Comitato olimpico internazionale. La scelta di Pescante arriva a pochi giorni dal no del premier Monti alla candidatura italiana. "Le dimissioni, comunicate per lettera al presidente del Cio Jacques Rogge - ha spigato Pescante - saranno formalizzate alla prossima Assemblea del Comitato olimpico internazionale in occasione dei Giochi di Londra 2012. "La rinuncia all'incarico - ha voluto precisare Pescante - non va interpretata come atto polemico nei confronti della decisione del Governo di non firmare la lettera di garanzia per la candidatura di Roma. Infatti, la decisione assunta dal Presidente Monti è stata accettata con doveroso rispetto". E' evidente però che la scelta del Premier ha pesato in maniera determinante e infatti Pescante ha riconosciuto "che la sua attuale posizione ai vertici del movimento olimpico, alla luce della rinuncia di Roma 2020, non fosse più compatibile con il suo ruolo di primo vice presidente del Cio".

Intanto, il presidente del Coni, Gianni Petrucci, è tornato sul no del Governo alla candidatura di Roma per i Giochi Olimpici del 2020, e lo ha fatto a margine di un convegno sul futuro della Lega Pro. "C'è ancora gente che mi incontra e mi dice che il Governo non ci ha fatto andare alle Olimpiadi. Bene, ci tengo a dire che la firma serviva solo alla partenza di una candidatura che ci poteva anche portare anche alle Olimpiadi. Una cosa è certa: abbiamo ricompattato il parlamento, il giorno prima erano tutti favorevoli, poi si sono compattati. Allora bene ha fatto il Governo a non darcele", ha affermato Petrucci non senza un pizzico di amara ironia.

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