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10 ottobre 2013

Il Brasile cerca arcieri, pronti gli indios dell'Amazzonia

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Un indigeno dell'Amazzonia scocca una freccia contro la polizia. Anche lui potrebbe partecipare a Rio 2016 (Getty)

La Federazione brasiliana ha stretto un accordo con la Fondazione Amazzonia sostenibile e il ministero dello Sport dello Stato, abitato da circa 200 etnie abituate a cacciare con arco e frecce. Obiettivo: selezionare i migliori per Rio 2016

La carta segreta del Brasile per arricchire il medagliere alle Olimpiadi di Rio de Janeiro del 2016 viene dall'Amazzonia. La Federazione tiro con l'arco ha infatti stretto un accordo con la Fondazione Amazzonia sostenibile (Fas) e il ministero dello Sport dello Stato abitato da circa 200 etnie indigene, abituate a cacciare con arco e frecce, per selezionare i migliori arcieri e prepararli a gareggiare ai Giochi olimpici del 2016, che si disputeranno in Brasile.

La prima selezione è avvenuta in otto comunità, dove sono stati scelti una sessantina di ragazzi di età compresa tra i 14 e i 19 anni, che da giugno si sono trasferiti a Manaus per allenarsi. I migliori tre partecipano ai Campionati nazionali di tiro con l'arco, in programma da oggi al 17 ottobre, a Belo Horizonte. "Li abbiamo portati ai Campionati nazionali per far capire loro cos'è una competizione e prepararli in vista delle Olimpiadi", ha detto Marcia Lot, specialista di tiro con l'arco e responsabile delle selezioni.

Dal giorno della prima selezione, i giovani arcieri indigeni sono stati seguiti dal tecnico federale Roberto Fernando de Santos, che ha insegnato i primi rudimenti dello sport. "Il tiro con l'arco è molto diverso da come sono abituati a usare l'arco nella foresta, ma hanno grandi potenzialità istintive affinate con la caccia. Nella prima selezione gli ho insegnato posizione, coordinazione, forza, allineamento e tiro, ma li ho anche lasciati liberi di esprimere il proprio istinto affinato con la caccia, proprio per selezionare i migliori che adesso si confronteranno con altri atleti provenienti da tutto il Paese", ha detto il tecnico. "Se le Olimpiadi servissero ad accendere i riflettori sulle popolazioni indigene dell'Amazzonia, e magari a far salire sul podio un nostro atleta, sarebbe un grande successo per tutto il Brasile", ha detto Alessanda Campelo, del Fas.

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