10 novembre 2015

Cio: pronti a ritirare le medaglie. La Casa Bianca: fiducia nella Wada

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Una delle medaglie d'oro assegnate a Sochi 2014 (Foto Getty)

Sospeso "con effetto immediato" il laboratorio di Mosca. Il Cremlino convoca a Sochi i capi delle federazioni sportive: "Accuse infondate". Il Comitato olimpico: "Valutiamo esclusione dai futuri Giochi". Il portavoce di Obama: "Nessun motivo per dubitare dell'indagine". Diack lascia la Iaaf

La Wada (l'Agenzia Mondiale Antidoping) ha annunciato di aver sospeso provvisoriamente e "con effetto immediato" il Laboratorio antidoping di Mosca. La decisione è stata presa all'indomani della pubblicazione di un Report della commissione d'inchiesta della stessa Wada che parla di doping di Stato in Russia.

Ritiro delle medaglie - Il Cio risponde così al report della Wada: "Vista la politica di tolleranza zero nei confronti del doping, il Cio prenderà tutte le misure e le sanzioni necessarie per quanto riguarda l'eventuale ritiro e riassegnazione delle medaglie, nonché l'esclusione dai futuri Giochi Olimpici”. La Wada aggiunge che i risultati dei test antidoping di Sochi "sono credibili" ma "saranno ritestati".

La posizione della Casa Bianca - "Non ritengo che ci siano motivi per mettere in dubbio" i risultati dell'indagine della Wada, l'agenzia mondiale antidoping. Lo afferma il portavoce della Casa Bianca, Josh Earnest.

E ora si muove Putin
- Putin incontrerà mercoledì a Sochi i capi delle Federazioni sportive russe per parlare della preparazione degli atleti alle Olimpiadi di Rio. Lo rende noto il Cremlino stesso, dopo il rapporto della Wada sul doping che chiede alla Iaaf di sospendere per due anni la Russia da ogni competizione, compresa Rio 2016.

 

Dimissioni - Si è dimesso Grigori Rodchenkov, il direttore del laboratorio anti doping di Mosca che  aveva sospeso la sua attività  dopo che la Wada - l'agenzia mondiale anti doping - ha deciso di revocargli l'accredito in seguito al rapporto di una commissione nominata dalla stessa Wada. Lo rende noto alla Tass il ministro dello sport russo Vitaly Mutko.

Stop analisi e test - La sospensione dell'attività del laboratorio moscovita è stata confermata dalla Rusada, l'agenzia federale antidoping russa. La Wada ha fatto sapere che il Laboratorio dovrà interrompere ogni analisi e test di campioni di urina e di sangue in corso. Tutti i campioni al momento presenti nel laboratorio di Mosca saranno smistati, "in modo sicuro e celermente in altri laboratori accreditati presso la stessa Agenzia mondiale antidoping". Il laboratorio di Mosca ha il diritto di ricorrere alla Corte di Arbitrato per lo Sport entro 21 giorni. Contemporaneamente, la Wada creerà una commissione disciplinare destinata a studiare la vicenda.

Il ricorso al Tas - L'ex presidente della federatletica russa, Valentin Balakhniciov, ha intanto dichiarato che ha intenzione di ricorrere al Tribunale sportivo di arbitrato a Losanna per dimostrare l'inconsistenza delle accuse che sono state mosse a lui e all'atletica leggera russa in generale. Lo riporta la Tass. Nell'ormai celebre report della Wada si accusano le autorità sportive russe di aver tollerato e protetto il doping dei propri atleti, ma Balakniciov non è comunque nella lista di persone di cui si chiede l'estromissione a vita dalle attività delle organizzazioni sportive.

"Accuse infondate" - Le accuse rivolte alla federatletica russa dal report della Wada sono infondate. Lo sostiene il portavoce di Putin, Dmitry Peskov. "La questione è che se ci sono delle accuse allora devono essere sostenute da qualche prova, finché non si sono sentite le prove è difficile percepire le accuse, sono infondate". La presa di posizione del Cremlino arriva il giorno dopo la pubblicazione delle accuse, in un documento dettagliato di 323 pagine, in cui si denuncia l’uso diffuso di sostanze proibite nello sport russo con la copertura del governo e persino dell’Fsb. Il ministro dello sport Vitaly Mutko assicura invece la disponibilità della Russia a far fronte a eventuali irregolarità "di qualsiasi tipo" da parte dell’agenzia antidoping nazionale.

Diack, addio Iaaf
- Intano Lamine Diack, già sospeso dal Comitato Olimpico nazionale, si è ufficialmente dimesso dal ruolo di presidente della Federazione Internazionale di Atletica. Nell'inchiesta avviata in Francia, Diack è accusato di riciclaggio e corruzione. Avrebbe infatti coperto alcuni casi di doping di atleti russi.  

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