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26 gennaio 2016

Il Coni a Cortina come nel 1956. Presto il portabandiera per Rio

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All' aereoporto di Ciampino il saluto alla squadra italiana in partenza per le Olimpiadi invernali del 1956 a Cortina D'Ampezzo ( Getty)

Giornata importante a Cortina D'Ampezzo per celebrare i Giochi di 60 anni fa. Si è riunita la giunta del Coni davanti allo stesso campanile dove, in diretta televisiva, fu letto il giuramento. Malagò svela che sarà una donna il portabandiera a Rio 2016. E intanto annuncia che sarà Felix Schwarz, 18enne slittinista di Merano, a portare il vessillo azzurro alle Olimpiadi Giovanili di Lillehammer 2016, a febbraio in Norvegia

Il fascino delle Dolomiti e l'orologio del campanile che segna le 11.30, la stessa ora dell'inizio della Cerimonia  d'Apertura delle Olimpiadi di 60 anni fa. L'importanza di quei Giochi Olimpici del 1956 trasmessi in diretta televisiva per la prima volta. E fu pure una donna, Giuliana Minuzzo, a leggere il giuramento. Ecco il perchè dell'omaggio della Giunta Coni riunita a Cortina d'Ampezzo.

 

Durante i lavori il governo dello sport ha i telefonini accesi per seguire a distanza l'evolversi delle perquisizioni della Finanza legate all' inchiesta sul calcio. Ma bisogna analizzare anche i temi degli altri sport in ottica Rio de Janeiro. Il caso degli azzurri dell'atletica indagati per mancata reperibilità ai controlli antidoping: tra qualche giorno si pronuncerà la Procura del Coni dopo aver appurato il problema tecnico di comunicazioni legato alle segnalazioni.

 

Al momento sono 132 gli azzurri che hanno il pass per Rio anche se il grosso della spedizione dipenderà dagli sport di squadra non ancora qualificati, dalla pallavolo al basket alla pallanuoto. Il 27 aprile sarà nominato il portabandiera, quasi sicuramente donna con il ballottaggio tra Federica Pellegrini e Tania Cagnotto. Le Olimpiadi di 60 anni fa a Cortina segnarono un punto di svolta anche sotto il profilo della parità tra uomo e donna. Lo sport poi nel tempo ha fatto cadere anche il tabù dell'omosessualità, ora nel futuro c'è il riconoscimento completo, anche a livello olimpico, dell'identità sessuale per ermafroditi e transessuali. Mai sottovalutare il ruolo sociale dello sport come precursore dei diritti.

 

A Cortina 60 anni dopo

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