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01 febbraio 2016

Rio 2016, Malagò fissa l'obiettivo: "Italia nella top 10 mondiale"

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Il presidente del Coni presenta progetti e numeri della Nazionale italiana a sei mesi dall'inizio della prossima Olimpiade: "Possiamo ripetere il bottino di 28 medaglie conquistato a Londra, anche se il programma dei Giochi in Brasile ci penalizza: dovremo rinunciare ai trofei della scherma a squadre"

"Il programma olimpico di Rio de Janeiro penalizza l'Italia: ci mancherà la medaglia sicura del fioretto femminile a squadre e non potremo contare sui campioni del mondo a squadre della sciabola maschile, ma abbiamo gettato i presupposti per ottenere buoni risultati". È un Giovanni Malagò ottimista quello che ha presentato, nella Sala delle Armi del Foro Italico, il "Progetto 2016 - A 6 mesi dai Giochi". L'Olimpiade brasiliana si avvicina, i numeri saranno da record: 28 sport con il ritorno del golf e la novità del rugby a sette, 42 discipline, 306 eventi da medaglia in 19 giorni di gara, con 10.903 atleti impegnati. "In un contesto di globalizzazione continua qualificarsi per i Giochi Olimpici è sempre più complicato - ha osservato Malagò - Spesso, soprattutto in alcuni sport di squadra, è molto più difficile ottenere il biglietto per Rio rispetto a vincere una medaglia".


Obiettivi azzurri
- L’Italia conta al momento 133 atleti qualificati (32 pass individuali e 101 carte olimpiche da assegnare), ma può crescere ancora molto, soprattutto con le squadre ancora in corsa per un posto all'Olimpiade. "Le ragazze della sciabola sono praticamente qualificate - ha spiegato Malagò – anche se manca l'aritmetica certezza. Abbiamo ancora i tornei preolimpici della pallanuoto, sia maschile che femminile, della pallavolo femminile e del basket maschile. Sia a livello numerico sia qualitativo, la nostra spedizione avrebbe già un grande connotato se tutte e quattro queste squadre, o almeno tre, si imbarcassero con noi sull'aereo per Rio". Malagò fissa l'obiettivo azzurro per i prossimi Giochi Olimpici. A Londra 2012 l'Italia conquistò 28 medaglie, di cui otto d'oro: "Penso che si possa ripetere il bottino di medaglie di Londra, togliendo quelle conquistate in specialità che  non sono previste nel programma di Rio. Penso che resteremo nella top ten mondiale", conclude il numero uno  dello sport italiano.

 


Casa Italia - Oltre a dati e numeri della Nazionale azzurra, è stata presentata anche una suggestiva anteprima di Casa Italia, fiore all'occhiello di una spedizione che non vuole lasciare nulla al caso. Dal punto di vista sportivo l'intera spedizione azzurra poggia sulle spalle di Carlo Mornati, meticoloso e preciso ma allo stesso tempo da ex atleta (argento a Sydney 2000 nel quattro senza) in questi mesi ha cercato di superare le difficoltà organizzative di un paese non facile come il Brasile, alle prese con una crisi economica e politica, senza contare la questione sanitaria con le acque sporche e l'allarme per il virus Zika. "Non mi preoccupa nulla, anche perché lo sport è democratico, i problemi nostri sono gli stessi degli altri comitati olimpici. Sarei soddisfatto - continua Mornati- se i ragazzi potessero vivere appieno l'esperienza olimpica. Mi preoccupa solo che gli azzurri siano in grado di esprimersi al meglio, proprio perché conosco i sacrifici dietro alle prestazioni. La logistica è l'ultimo dei problemi, anche perché i primi a sapersi adattare sono proprio gli atleti". Sport, ma anche cultura e valori mediterranei all'interno di  "Casa Italia", che a Rio sarà punto di riferimento per gli italiani. Campioni del calibro di Yuri Chechi, Antonio Rossi, Alessandra Sensini o Carlton Myers saranno alla porta ad accogliere tutti, avranno le chiavi di casa nel nuovo ruolo, per loro in una Olimpiade, di ambasciatori.

 

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