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18 luglio 2016

Russia, Wada conferma il doping di Stato

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L'agenzia mondiale antidoping ha certificato il sistema di doping russo. Almeno 312 atleti coperti da Mutko e dal Kgb, a partire da Vancouver 2010 fino a Kazan 2015. Il Cio: "Pronti a sanzioni per Rio 2016"

La commissione indipendente della Wada (l'agenzia mondiale antidoping) ha confermato questo pomeriggio durante una conferenza stampa a Toronto l'esistenza di un vero e proprio sistema di doping di stato. Il presidente della commissione, Richard McLaren, ha illustrato alla stampa un rapporto nel quale si riferisce di un intervento diretto del Ministro dello sport russo, Mutko, decisivo nel coprire gli atleti dopati a Sochi 2014. Un laboratorio di Mosca, attraverso anche l'opera di controllo di Mutko, avrebbe infatti manipolato tutte le analisi effettuate durante le ultime olimpiadi invernali.

Putin, 'sospesi i dirigenti pubblici accusati da Wada' - Il Presidente russo annuncia contromossa dopo rapporto doping Stato. Tutti i dirigenti pubblici accusati nel rapporto Wada di essere coinvolti nello scandalo doping saranno temporaneamente sospesi dai loro incarichi fino alla fine delle indagini: lo ha dichiarato il presidente russo Vladimir Putin, citato dall'agenzia Interfax.

 

Mutko - Il doping dello sport russo era coperto e favorito dallo Stato, e non solo per l'atletica leggera: è la conclusione del rapporto dell'agenzia Mondiale antidoping, pubblicato in giornata. Per la Wada, si trattava di un "sistema di falsificazione" dei test ordinato dalle autorità politiche. Il laboratorio di Sochi in particolare operò per consentire ad atleti russi dopati di competere ai Giochi 2014, e tutto sotto indicazione del ministro dello sport di Mosca, con il controllo dei servizi segreti. Almeno 312 atleti coperti dal Ministro dello sport a partire da Vancouver 2010 fino a Kazan 2015.


I tre punti chiave del rapporto - Nel rapporto di 97 pagine illustrato da McLaren nella conferenza stampa a Toronto, la commissione indipendente della Wada ha evidenzia tre punti chiave emersi dalle  indagini: il laboratorio antidoping di Mosca ha "protetto gli atleti  russi dopati" agendo all'interno di un sistema di sicurezza statate;  il laboratorio di Sochi ha messo in atto "una metodologia unica di  scambio delle provette" per consentire agli atleti russi dopati di gareggiare ai Giochi; il ministro dello Sport ha "diretto, controllato e supervisionato la manipolazione" dei test con la "partecipazione  attiva e l'assistenza dei servizi segreti", oltre che del centro di  preparazione olimpica e dei due laboratori antidoping. In definitiva il rapporto conferma le denunce dell'ex direttore del laboratorio antidoping russo, Grigory Rodchenkov, fuggito negli Usa dopo la morte in circostanze poco chiare di due colleghi.  

 

La parola passa al Cio - Le conclusioni del rapporto mostrano uno scioccante ed inedito attacco all'integrità dello sport e dei Giochi Olimpici - ha dichiarato Bach - per cui il Cio non esiterà a prendere le più dure sanzioni a disposizione contro ogni individuo o organismo implicato". Martedì è stato convocato un esecutivo telefonico che "potrebbe includere misure provvisorie e sanzioni - spiega il Cio - relativi ai Giochi olimpici di Rio 2016"  Il Comitato olimpico ha anche aggiunto che studierà con attenzione le accuse evidenziate dal raporto Wada.

 

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