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25 luglio 2016

Rio, Putin non va. Stop a sette nuotatori

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La Fina ha imposto lo stop a 7 nuotatori, possibile il ricorso. Intanto quello della Isinbayeva è stato respinto. Il leader del Cremlino fa sapere che non sarà allo Stadio Maracanà il 5 agosto

Il Cremlino sorride dopo la scelta del Cio di non escludere tutti gli sportivi russi da Rio 2016: "Senza dubbio - dichiara il portavoce di Putin, Dmitri Peskov - plaudiamo a questa decisione positiva". Poco dopo, lo stesso Peskov fa sapere che il Putin non sarà presente alla cerimonia di apertura, senza specificare se intenda assistere a qualche gara delle Olimpiadi.

 

Commissione antidoping al via - Peskov è ben chiaro, invece, nell'annunciare l'istituzione a Mosca di una Commissione antidoping voluta dal leader del Cremlino. Creata in seno al Comitato olimpico russo, è presieduta dal membro internazionale del Comitato olimpico internazionale Vitali Smirnov, e tra gli altri ne fanno parte i membri del Cio Shamil Tarpishev, Aleksandr Popov e Aleksandr Zhukov (presidente del Comitato olimpico russo), gli oligarchi Alisher Usmanov (presidente della Federazione internazionale di scherma) e Vladimir Lisin (presidente della Federazione europea di tiro), gli ex atleti Aleksandr Karelin (ex campione di lotta greco-romana e attualmente deputato della Duma con il partito di Putin 'Russia Unita') e Aleksandr Gorshkov (ex campione di pattinaggio artistico e ora presidente della relativa federazione russa).

 

Sette nuotatori fermati - La Fina ha imposto lo stop a 7 nuotatori. Tra questi Vladimir Morozov (il cui nome appariva nel rapporto della Wada), che a Rio avrebbe potuto lottare per una medaglia nei 100 stile. Esclusa anche Yulia Efimova, campionessa del Mondo dei 100 rana in carica, che era stata trovata positiva agli steroidi nel 2013. Tutti gli esclusi potranno presentare ricorso al Tas, come ha fatto nell'atletica la Isinbayeva, il cui appello è stato però respinto.

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