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08 agosto 2016

Basile, oro di rabbia: "Mi dicevano di smettere"

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Fabio Basile è il nuovo campione olimpico della categoria 66 kg del judo (Getty)

Il campione olimpico di judo della categoria 66 kg entra nella storia conquistando l’oro numero 200 per l’Italia, ma il suo pensiero va a chi non credeva in lui: "Mi dicevano che non sarei mai diventato un campione, ecco questa medaglia la dedico anche a loro"

"Le emozioni sono tante che no ho parole per esprimerle. Sinceramente non so ancora se un sogno e realtà. Ma quello che posso dire è che per arrivare qui ho sofferto tanto. E ho sofferto così tanti che ha cominciato a piacermi, perché il trucco per diventare campione è quello di soffrire ed allenarsi tantissimo". Queste le prime parole di Fabio Basile, nuovo campione olimpico di judo nella categoria 66Kg. Per lui il 200 oro nella storia dello sport italiano alle Olimpiadi. "Ancora non realizzo. Mi pizzico per realizzare che è vero" aggiunge l'azzurro. "Io la prima volta che ho visto il nuovo direttore tecnico Kiyoshi Murakami, mi ha stretto la mano e mi ha detto tu vai a Tokyo 2020. Io gli ho risposto no Tokyo ma Rio 2016 e lui ha iniziato ad investire su di me. Io sono cambiato tanto, perché avevo una forza dentro che non riuscivo a mettere fuori. Gli devo tanto" ammette Basile. "Ho fatto una preparazione ottima ma non mi aspettavo di arrivare primo, pensavo ad una bella gara, ma andando avanti ho capito di avere qualcosa di più degli altri".

"E' stato un anno allucinante. Sono riuscito a trasformare la sofferenza e il dolore in armi da usare sul tappeto contro i miei avversari. In tanti mi dicevano di smettere, che non sarei mai diventato un campione: ecco questa medaglia la dedico anche a loro. La vedete questa medaglia d'oro al collo?". Fabio Basile, il campione olimpico numero 200 della storia italiana, dopo aver lottato da protagonista assoluto sul tatami, approfitta della conferenza stampa per togliersi qualche sassolino, e dedicare questa impresa ironicamente anche a tutti coloro che non hanno creduto in lui, a tutti quelli che pensavano non avesse la stoffa del campione. Poi una dedica più intima, alla fidanzata Sofia certo, judoka come lui, ai genitori che gli hanno insegnato i valori della vita, ma appena vinta la finale, in ginocchio su quel tappeto, Fabio Basile, ha guardato verso il cielo e ha pensato prima di tutto al nonno che non ha mai avuto: "Ho perso mio nonno ancor prima di nascere, il mio primo pensiero è stato per lui - ha aggiunto - Avrei voluto mi vedesse campione olimpico, la sua assenza per me è un grande dolore". La fidanzata Sofia certo, judoka come lui, i genitori che gli hanno insegnato i valori della vita, ma appena vinta la finale, in ginocchio su quel tappeto, Fabio Basile ha pensato prima di tutto al nonno che non ha mai avuto. Un oro che ha un sapore speciale: "E' un onore per me essere accanto a 199 campioni olimpici italiani - ha aggiunto - Questa vittoria mi ripaga di tanti sacrifici. So di essere un po' una testa matta ma grazie al judo sono diventato un uomo".