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14 agosto 2016

Il Maracanà trepida per le finali: incubo Germania

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La squadra femminile martedì in semifinale contro la Svezia, le tedesche strafavorite con il Canada. Neymar & C. mercoledì affrontano l'Honduras (che ha battuto l'Argentina), ai tedeschi tocca la Nigeria. Ma è già (doppio) terrore ripensando a quel 7-1 dell'8 luglio 2014 al Mineirao...

Rio si accende di entusiasmo e curiosità per la doppia finale di calcio in vista, quella degli uomini e quella delle donne. Perché si profila un possibile doppio incrocio crudele: Brasile-Germania. E che la si guardi dal punto di vista Neymar o di Marta, la sfida è di quelle che fanno venire i brividi ripensando al 7-1 del Mondiale 2014, per la Seleçao la vergogna nazionale del Minerao l'8 luglio 2014 agli ultimi Mondiali.

Il Brasile donne di Marta ha battuto l'Australia, sua bestia nera, soltanto ai rigori. Martedì c'è la semifinale con la Svezia al Maracanà, non sarà facile ma la torcida riempirà lo stadio e spera di trascinare 'as meninas' alla vittoria. Dall'altra parte del tabellone ecco Germania-Canada a Belo Horizonte, con le tedesche nettamente favorite, potenza calcistica mondiale anche tra le donne.

Ma a Rio tiene banco in particolare il ritrovato amore, frutto del rendimento espresso ultimamente in campo, per la Seleçao maschile, quella condannata a conquistare l'oro mai vinto ai Giochi. Anche Neymar e soci sono attesi al Maracanà, dove mercoledì (ore 13 locali, le 18 in Italia) giocheranno la semifinale contro il sorprendente Honduras. Sulla carta appare un match a senso unico, ma gli honduregni hanno già eliminato l'Argentina, nonostante Diego Maradona li abbia definiti rappresentanti di un paese "dove sanno giocare soltanto a baseball".

L'altra semifinale preoccupa i brasiliani perché la Germania del ct Horst Hrubesch ha già segnato dieci gol alle Fiji, e quattro al quotato Portogallo facendo capire che è in Brasile con l'intenzione di ripetere l'impresa dei grandi di Loew due anni fa al Mondiale. Per arrivare alla finale di Rio deve battere la Nigeria del fuoriquota Obi Mikel e del romanista Sadiq, team che suscita dei dubbi sulla reale età di alcuni dei suoi ma che finora ha avuto un ottimo rendimento. Ne sa qualcosa la Danimarca, battuta con un classico 2-0 nei quarti di finale. Durante questa partita, giocata al Fonte Nova di Salvador, uno dei riflettori dello stadio è esploso e le schegge di vetro hanno ferito alcuni spettatori.

In ogni caso, i tedeschi con i vari Petersen, Bender, Max, Ginter e Gnabry, non temono nessuno, ed ecco allora che alla torcida vengono i brividi: magari il Brasile va in finale, ma se trova la Germania c'è da esorcizzare il ricordo di un 7-1 che fa ancora molto male. E non fa rimanere tranquilli.

Intanto si discute di Neymar, a segno contro la Colombia che gli suscitava brutti ricordi (il ko subito da Zuniga, che due anni fa lo escluse dal Mondiale) ma che forse andava espulso per un brutto fallo di ritorsione per un calcione preso poco prima, sul colombiano Roa. Il gesto ha innescato una rissa. Fatto sta che dopo il secondo gol di quel Luan del Gremio che presto volerà in Europa, si riparla di Brasile da futebol arte e i tifosi ricambiano il nome sulle maglie numero 10. Ora cancellano quello di Marta e riscrivono quello di 'O Ney, il campione della gente finalmente ritrovato.

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