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14 agosto 2016

L'America una miniera. E l'oro numero Mille è nero

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Il record dei mille successi olimpici è infranto e il tocco decisivo è arrivato nella staffetta 4x100 mista donne, con il tocco finale dell'afroamericana Simone Manuel (prima a sinistra)

Centoventi anni di storia olimpica Usa racchiusi in questa cifra tonda che ha coinciso col trionfo di Simone Manuel nella 4X100 donne di nuoto. La California primo stato in assoluto (447 ori), tante le donne (253 le vittorie al femminile contro le 715 degli uomini, 33 le miste)

Vittoria dopo vittoria, fino a raggiungere il muro delle mille medaglie d'oro ai Giochi e addirittura superarlo. Dal figlio di emigranti irlandesi James Connolly ad Atene 1896, all'afroamericana Simone Manuel a Rio 2016: centoventi anni di Olimpiadi e tutta la storia Usa racchiusa dentro quella simbolica staffetta del melting pot.

Ora gli Stati Uniti esultano, il record dei mille successi olimpici è infranto e il tocco decisivo è arrivato ai Giochi di Rio nella staffetta 4x100 mista donne, con il tocco finale dell'afroamericana Simone Manuel, già oro storico nei 100 stile. "Significa molto per noi afroamericani - ha detto la giovane nuotatrice texana -. La dedico a tutti quelli che sono venuti prima di me e sono stati fonte di ispirazione". Qualche minuto dopo Michael Phelps, con il suo oro personale n.23 nella 4x100 degli uomini, ha subito inaugurato il 'nuovo' millenio - era l'oro 1.001 - mentre l'altro fenomeno Usa Katie Ledecky già diceva: "il record di Phelps sarà battuto". Perché il dominio americano è anche dominio nello sport.


Ma in attesa del futuro, oggi è l'ora della festa. E di scorrere la lunghissima carrellata di campioni che ha fatto la storia delle Olimpiadi. Ed è proprio l'atletica, la regina delle discipline olimpiche, la fabbrica d'oro per lo sport americano: 323 successi cominciati con il primo oro in assoluto conquistato nel 1896 ad Atene dal triplista James Brendan Connolly. Dopo di lui, tanti gli statunitensi che hanno fatto la storia dell'atletica, a cominciare dalla "rana umana", Ray Ewry: colpito dalla poliomielite, i medici gli dissero che avrebbe passato la vita su una sedia a rotelle, e invece si rialzò e imparò a saltare così bene da vincere otto ori olimpici tra alto, triplo e lungo.

Come dimenticare poi Jesse Owens, tre ori a Berlino '36 dal valore non solo sportivo sotto gli occhi di Adolf Hitler, a Carl Lewis, 9 successi olimpici spalmati da Los Angeles '84 ad Atlanta '96, senza dimenticare l'unico oro di Tommy Smith a Messico '68. Una medaglia, quella messa al collo sul podio, insieme al connazionale Carlos, prima di alzare il pugno chiuso con il guanto nero, ricordata soprattutto per il gesto di denuncia contro la discriminazione, e passata alla storia più di tanti altri successi. Dalla pista alla vasca, è il nuoto la seconda disciplina maggiormente foriera di ori olimpici per gli statunitensi: 246 i successi in acqua, con Michael Phelps da solo a quota 23 (13 individuali), senza dimenticare le sette in una sola edizione di Mark Spitz a Monaco '72.

Un lungo elenco di successi e di campioni, con la California primo stato in assoluto (447 ori), a cui hanno contribuito anche tante donne (253 le vittorie al femminile contro le 715 degli uomini, 33 le miste) fino all'afroamericana Simone Manuel e al suo tocco decisivo nella staffetta 4x100 mista che ha permesso agli Usa di raggiungere questo traguardo storico.

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