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18 agosto 2016

Lochte cambia versione: nessuna pistola alla testa

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Ryan Lochte (Getty)

Il nuotatore statunitense domenica aveva denunciato alle autorità brasiliane di essere stato rapinato a un posto di blocco. Bentz e Conger, presenti al momento del fatto, sono stati fatti scendere dall'aereo diretto negli Usa e interrogati per 4 ore

Rapinati sì, ma a una stazione di benzina, senza imboscate: si tinge sempre più di giallo la vicenda di Ryan Lochte e gli altri tre nuotatori Usa. Lochte ha infatti cambiato la sua versione, parlando alla Nbc: nel nuovo racconto la rapina sarebbe stata a una stazione di benzina, con il taxi che non voleva ripartire e due rapinatori spuntati dal buio. Soprattutto, sparisce la pistola puntata alla testa. "Non è esattamente quel che è successo": ha detto Lochte alla Nbc. La pistola sarebbe stata puntata, ma a distanza.

 

Brink e Reckerman interrogati per 4 ore - Julius Brink e Jonas Reckerman, i due nuotatori americani ai quali è stato impedito di lasciare il Brasile, sono stati portati nel posto di polizia dell'aeroporto Tom Jobim di Rio de Janeiro, e interrogati per quattro ore. I loro passaporti sarebbero stati sequestrati da agenti della polizia federale e ora Brink e Reckerman si trovano in un albergo nella zona di Ilha do Governador.

 

Dopo aver avuto la conferma che Ryan Lochte è già rientrato in America, gli inquirenti stanno cercando di capire dove si trovi l'altro nuotatore James Feigen, che è ancora in Brasile. Ma il Comitato olimpico statunitense per ora non ha voluto fornire collaborazione. Feigen avrebbe fatto il check in online per lo stesso volo su cui avrebbero dovuto imbarcarsi i due compagni poi fermati, ma non si è presentato al Tom Jobim.

 

Il fatto - Tutto ruota intorno alla rapina a mano armata subita dai quattro atleti il 14 agosto. Secondo le autorità brasiliane la loro versione dei fatti sarebbe confusa e non troverebbe riscontro con le prove a disposizione degli inquirenti. La misura di impedire ai nuotatori statunitensi di imbarcarsi per gli Stati Uniti è stata adottata dalle autorità brasiliane dopo che gli atleti erano stati cercati al Villaggio olimpico e in hotel, per non avere risposto alla richiesta delle autorità di fornire una deposizione. Il legale di Conger e Bentz ha dichiarato che gli atleti non saranno autorizzati a lasciare il Brasile fino a che non forniranno la loro testimonianza.

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