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15 febbraio 2018

Olimpiadi invernali. Pattinaggio, la forza di Savchenko e Marchei: la gara della vita

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Arriva finalmente l'oro per Aliona Savchenko, dopo 5 Olimpiadi e 3 partner diversi. Splendido sesto posto per Valentina Marchei e Ondrej Hotarek

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La gara della vita. Proprio all'Olimpiade, che è davvero la gara della vita per uno sportivo. La carriera di Aliona Savchenko e Valentina Marchei dopo Sochi in qualche modo si poteva considerare conclusa, completa. Cosa potevano ancora aggiungere? La risposta è arrivata a PyeongChang. Perchè questa è la storia della straordinaria determinazione di due ragazze che hanno passato i 30 anni ma si sono rifiutate di arrendersi, di fermarsi. Avevano un sogno olimpico non finito, un sogno più grande ancora dei precedenti. E lo hanno condiviso con due compagni che con loro sono entrati nella storia.

La Savchenko è ucraina, nata come Aljona Sawtschenko, poi ha adattato il nome e la vita ad altri luoghi. Ha iniziato la sua avventura a Salt Lake City nel 2002, troppo giovane per andare oltre il 15esimo posto. Poi ha trovato in Germania le condizioni ideali per gareggiare e un compagno come Robin Szolkowy con cui ha dominato nelle coppie di artistico per anni: 5 titoli mondiali, 4 europei. Ma non hanno mai infranto il muro cinese a Vancouver e Sochi: solo bronzo. Certo, troppo forti le coppie della Cina in questa specialità, ma a Savchenko-Szolkowy è mancata proprio all’Olimpiade la gara perfetta. La gara della vita. Nonostante cercassero di eseguire elementi estremi come i quadrupli lanciati. Dopo Sochi Szolkowy ha detto basta. Non ha più senso continuare questa maledetta caccia all’oro, meglio allenare. Aveva senso però per Aliona. Che ha detto io continuo. Vecchia? Forse, per il pattinaggio addirittura anziana se vogliamo. Ha trovato un partner più giovane di 5 anni, Bruno Massot. Francese. Problema: bisognava farlo diventare tedesco. Missione compiuta con non poca fatica e non poche carte bollate ed esami da sostenere. E non poche spese per allenarsi e competere. Follia Aliona. Ma dove vuoi arrivare? Ecco dove voleva arrivare. Quarti dopo il programma corto, vicini alla solita medaglia di bronzo. Aliona Savchenko si è rifiutata di perdere anche questa volta. E’ arrivata la gara della vita. Perfetti. Il miglior programma libero mai visto nella storia. Aliona ha contagiato Bruno Massot, anche lui ormai con in testa solo l’ossessione dell’oro. E alla fine era contento Bruno, ma soprattutto per lei, "perché se lo meritava". Sarà stato meno contento l’ex Szolkowy, allenatore dei loro avversari Tarasova-Morozov, quarto.

Valentina Marchei aveva completato il suo lungo inseguimento olimpico a Sochi ed era stata comunque protagonista: quarto posto nella gara a squadre con l’Italia e undicesima nel singolo donne. E’ dura emergere nella stessa specialità di Carolina Kostner, anche per una lottatrice come Valentina. E dopo Sochi che fare? La risposta è arrivata pattinando per gioco con Ondrej Hotarek, fresco di ritiro dopo la sua carriera nelle copie di artistico. Un gioco diventato un “perché no?” E poi una scommessa. Follia Valentina e Ondrej. Ma dove volete andare? Ma come si fa a imparare a gareggiare in coppia a quasi 30 anni? Ecco dove volevano arrivare. Record italiano strabattuto a ripetizione a PyeongChang, sesto posto finale. Miglior gara di sempre nella specialità per il pattinaggio di coppia azzurro. Perfetti, ironici, ispirati. Con la leggerezza di chi pattina sulle nuvole. La gara della vita non ha un’età definita. I sogni prolungano la carriera.

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