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02 marzo 2018

Corea, il freestyler Kenworthy salva 80 cani da macello e ne adotta uno. "I cani sono amici, non cibo"

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Lee Jae-Won/AP Images for HSI

Continua a far parlare lo sciatore americano dopo il bacio al fidanzato in diretta tv, alle Olimpiadi coreane. Il freestyler, insieme alla Humane Society International, è riuscito a far chiudere un allevamento di cani vicino a PyeongChang: oltre 80 cuccioli erano destinati a finire sulle tavole dei coreani. Uno tornerà in America con lui

In Corea non ha vinto nessuna medaglia, ma per certi versi è diventato un eroe. Il freestyler americano, 7 volte vincitore della Coppa del Mondo, è diventato in questi ultimi Giochi un simbolo per la comunità Lgbtq per aver dichiarato, in mondovisione, il suo amore al compagno Matthew Wilkas. Il primo bacio gay olimpico ha fatto parlare molto: dopo il clamoroso gesto Gus ha ricevuto numerosi insulti omofobi sui social. Anche Chelsea Clinton ha voluto far sentire la vicinanza al campione americano.

Adesso il campione- che a Sochi aveva vinto una medaglia d’argento nello slopestyle, disciplina del freestyle- si sta battendo per un’altra ottima causa. Salvare dal macello più di 80 cani, rinchiusi in condizioni disumane, in una fattoria coreana, nella Provincia di Gyeonggi-do, non lontana dalla sede olimpica.

New Olympics. Same me.

Un post condiviso da gus kenworthy (@guskenworthy) in data:

Il mercato della carne di cane è ancora molto diffuso in Corea del Sud. “Vedere questo allevamento è stato un vero choc” – ha raccontato l’atleta americano- “soprattutto vedere le condizioni spaventose con cui vengono tenuti, stipati in cinque in una gabbia minuscola, senza spazio per muoversi. E, nonostante le condizioni disumane, restano affettuosi con chi gli si avvicina". Kenworthy non è tornato in America a mani vuote. "Ho adottato un cucciolo dolcissimo: l’abbiamo chiamato Beemo".

La Human Society International negli ultimi tre anni è riuscita a far chiudere 10 allevamenti di carne di cane. 2,5 milioni di cani di tutti i tipi (soprattutto Jindo, beagle, golden retriver, chihuahua, San Bernardo) sono ancora allevati e uccisi ogni anno per finire in tavola. Gli oltre 1.200 cuccioli salvati fino ad oggi hanno ora una nuova casa in America, in Canada e nel Regno Unito. Ma restano altre 17.000 fattorie di carne di cane in tutto il paese. Meno una, quella del contadino di Gyeonggi-do che, anche grazie al campione olimpico, da domani coltiverà funghi.

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