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20 dicembre 2011

Londra 2012, in gonna sul ring? Polemica nella boxe "rosa"

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Hilary Swank nel film Million Dollar Baby che nel 2005 portò all'Oscar Clint Eastwood

La proposta della International Boxing Association (Aiba) di far combattere le donne pugili in sottana ha scatenato una aperta rivolta. Il Wall Street Journal rilancia il caso. E le atlete protestano. La boxe femminile debuttò a St. Louis nel 1904. VIDEO

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In gonna sul ring: alle prossime Olimpiadi di Londra la proposta della International Boxing Association (Aiba) di far combattere le donne pugili in sottana ha scatenato una aperta rivolta tra le aspiranti 'Million Dollar Babies' che solo due anni fa avevano sudato la parità coi maschi ottenendo di essere incluse ai Giochi.

Il Wall Street Journal raccoglie oggi la polemica, accesa quando il presidente della Aiba Ching-Kuo Wu ha dichiarato, in una intervista a un giornale, che i gonnellini per le pugili a Londra potrebbero diventare obbligatori (dichiarazione che poi il portavoce dell'associazione Sebastien Gillot ha detto esser stata fraintesa). "Sono un'atleta. Non salgo sul ring per essere carina", ha protestato con il giornale Quanitta 'Queen' Underwood che non indossa gonne nella vita normale, ma se ne è vista recapitare una al campionato mondiale alle Barbados, cortesia dell'associazione.

Chi è favorevole alla gonna sul ring sostiene che servirebbe a distinguere le donne dai maschi, che può essere difficile quando si indossa il casco e soprattutto in televisione. "Se mi permette di andare alle Olimpiadi la metto", ha osservato la cinque volte campione del mondo indiana Mary Kom. Ma in maggioranza le donne coi guantoni vogliono competere in calzoncini. "Dire a una pugile di portare la gonna è come chiederlo a una squadra di rugby femminile. Assurdo", ha commentato la gallese Lyndsey Holdaway, medaglia d'argento europea: "E' una umiliazione per il nostro sport".

Controversa nel film Million Dollar Baby che nel 2005 portò all'Oscar Clint Eastwood e Hilary Swank, la boxe 'in rosa' ha fatto fatica ad essere riconosciuta ai Giochi. Solo nel 2009 il Comitato Olimpico ne ha decretato l'ammissione per correggere una anomalia: il pugilato era rimasto l'unico sport olimpico esclusivamente maschile. In Gran Bretagna, dove la boxe amatoriale è in decisa ascesa, il pugilato femminile è stato riconosciuto ufficialmente solo dopo che una delle sue campionesse, Jane Coach, fece causa negli anni Novanta alla British Board Association e vinse. In tutto a Londra 36 donne saliranno sul ring suddivise in tre categorie: mosca, leggeri e medi. La boxe femminile non è una novità in assoluto, ma bisogna risalire agli albori per trovarla - solamente come sport dimostrativo - nei Giochi di St. Louis del 1904.

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