Caricamento in corso...
20 febbraio 2012

Olimpiadi durante il Ramadan. Rebus per 3.000 atleti

print-icon
ram

L'atleta britannico musulmano Mo Sbihi, che gareggerà nel canottaggio, ha dichiarato di essere pronto a posticipare il digiuno a dopo le Olimpiadi (Getty)

Gli atleti musulmani che parteciperanno ai Giochi di Londra 2012 saranno costretti a scegliere fra la norma religiosa dell'Islam che richiede il digiuno, e vieta anche di bere acqua, o nutrirsi e dissetarsi per ottimizzare le prestazioni

SPECIALE: Tutto sulla marcia verso Londra 2012

VIDEO:
Il sogno paralimpico, verso Londra 2012: tutti i video di "Share your dream"

GUIDA TV: Obiettivo: Londra 2012 - Le Olimpiadi secondo Sky: così sarà Londra 2012

Si annunciano disagi per gli atleti musulmani che parteciperanno alle Olimpiadi di Londra, dato che l'evento avverrà in concomitanza con il mese di Ramadan in cui il mondo islamico digiuna dall'alba al tramonto. Il Ramadan quest'anno è atteso tra il 20 luglio e il 18 agosto, mentre le Olimpiadi saranno tra il 27 Luglio e il 12 agosto, costringendo gli oltre 3.000 atleti musulmani che parteciperanno ai Giochi Olimpici a dover scegliere fra la norma religiosa dell'Islam che richiede il digiuno, e vieta anche di bere acqua, o nutrirsi e dissetarsi per ottimizzare le prestazioni. 

"I nostri atleti sono abituati a questo - ha dichiarato Saeed Abdul Ghaffar Hussain, segretario generale del Comitato Olimpico nazionale degli Emirati Arabi Uniti -. Se segui la religione, in alcuni casi è consentito rompere il digiuno, compensando poi in momenti successivi. E' una questione individuale, alcuni preferiscono continuare il digiuno". L'atleta britannico musulmano Mo Sbihi, che gareggerà nel canottaggio, ha dichiarato di essere pronto a posticipare il digiuno di Ramadan a dopo le Olimpiadi perché non vuole ridurre le sue possibilità di vincere sentendosi affamato e disidratato. "Gareggiare a digiuno è un rischio enorme. Non hai energia e potrei anche collassare durante la gara. Le Olimpiadi sono un'opportunità che ti capita una volta nella vita e io non la voglio sprecare" ha dichiarato Mo Sbihi.

Altri atleti invece preferiscono consultare le autorità islamiche prima dei Giochi, come per esempio il nuotatore Obaid Al Jasimi che ritiene che la sua partecipazione alle Olimpiadi sia una missione per il suo Paese e che quindi i religiosi saranno clementi e gli lasceranno fare il digiuno dopo le gare. Sul web invece le discussioni si fanno aspre, con musulmani che vedono questa coincidenza di date come un fatto poco rispettoso dell'Islam e chiedono ai Paesi musulmani di fare pressioni sul Comitato Olimpico per cambiare le date dei giochi.

Tutti i siti Sky