22 marzo 2012

Fiona May: "Vi porto per mano nella Londra dei Giochi"

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La campionessa azzurra di salto in lungo, due ori mondiali e due argenti olimpici, commenterà le prossime Olimpiadi su Sky. Di origini britanniche, nata a Slough, Fiona racconta segreti e curiosità della città che ospiterà i Giochi 2012. GUARDA IL VIDEO

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di ILENIA MORACCI

Sono stata veramente forte!”. Così, con il sorriso sulle labbra e gli occhi rivolti al passato Fiona May, classe 1969, ricorda i suoi due titoli mondiali e i suoi due argenti olimpici nel salto in lungo. Con i suoi salti ha fatto sventolare il tricolore al cielo, sulle note dell’inno di Mameli, e fra pochi mesi si ritroverà a commentare per Sky i Giochi Olimpici di Londra. Olimpiadi che sente un po’ sue perché invaderanno i quartieri e le zone dove è nata. Tanto che con gli occhi velati di nostalgia le sfugge un chiaro “Mi piacerebbe gareggiare”. Di origini britanniche, nata a Slough, Fiona racconta segreti, caratteristiche, curiosità e dietro le quinte della città che ospiterà il prossimo evento olimpico. Un evento che, probabilmente, entrerà nella storia perché secondo lei “Londra è il centro dell’universo”. Fiona, un palmares invidiabile, di Olimpiadi se ne intende. Di Inghilterra pure ed è certa che la vera campionessa olimpica, a Giochi terminati, sarà proprio la Regina Elisabetta, perché questo “è il suo anno”.

Un viaggio all’interno della città, anzi della nazione che dal 27 luglio sarà teatro della manifestazione sportiva più importante al mondo. Dal far play: “In Inghilterra ci sarà sempre”, al razzismo, considerando soprattutto gli ultimi episodi che hanno colpito il mondo del calcio: “Un po' di razzismo c'è, ma è anche vero che il calcio è un altro pianeta. Anche qui in Italia se vai a vedere una partita di pallone o una gara di atletica il clima è diverso. Io sono certa che a questi Giochi non ci sarà spazio per il razzismo. Ci sono talmente tante nazioni..tutti sono uguali, anche al villaggio olimpico”. E ancora, uno sguardo agli impianti: “Ho visto più che altro quello di atletica. Pensa che il mio ex allenatore, di quando avevo 12 anni, è nell’organizzazione. L’impianto è bello, molto colorato e particolare”.

Tra passato e presente. Tra ricordi e nuove sfide. Separata dal marito Iapichino, Fiona è madre di due figlie. Larissa, quasi dieci anni che ama la ginnastica artistica, e Anastasia, che ha quasi tre anni e salta già da sola  “e giuro che io – precisa Fiona - non le ho insegnato nulla”. Chissà. Forse pure lei aveva iniziato così. Sarebbe da mettere la firma, già ora, per farla finire allo stesso modo. Due titoli ai Mondiali e due argenti ai Giochi. Con l’unica amarezza di un oro olimpico sfumato un po’ a sorpresa. Già, era il 1996 ad Atlanta. E non fatele il nome della nigeriana che, inaspettatamente, è salita sul gradino più alto del podio. Perché Fiona, dopo 16 anni, ancora non ne vuole sentir parlare. Lei si tiene strette le sue medaglie e con il solito sorriso ribadisce: “Sono stata veramente forte!

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