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06 aprile 2012

Oliva lancia Parrinello e Valentino: a Londra l'ultimo treno

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Patrizio Oliva commenterà la boxe per Sky alle Olimpiadi di Londra

L'oro nei superleggeri a Mosca '80, che da qualche mese si diverte a dare lezioni a Inler del Napoli, sarà la voce del pugilato per Sky ai prossimi Giochi: "Si riparte da Russo e Cammarelle, ma gli altri due campani possono puntare alla medaglia". LE FOTO

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GUIDA TV - Obiettivo: Londra 2012 - Le Olimpiadi secondo Sky: così sarà Londra 2012

di LUIGI VACCARIELLO

Voce suadente e montante vincente. Patrizio Oliva, oro nei superleggeri ai Giochi di Mosca nel 1980, si prepara alla sua nuova avventura olimpica, la sesta, la terza da commentatore tv, la prima a Sky. Capostipite di quella scuola campana della boxe, che negli ultimi tempi ha spostato la propria capitale da Napoli a Marcianise con l’avvento dei Russo e dei Valentino, bancario abbozzato, sammarinese mancato - “Stavo per accettare la proposta di gareggiare per loro a Mosca” -, ultimamente si diverte dando lezioni private al centrocampista svizzero del Napoli, Gokhan Inler. Pugilato, calcio e Londra: un unico lungo filo conduttore azzurro che Oliva ai Giochi spera di vedere il più in alto possibile.

Oliva è pronto alla prima Olimpiade con Sky da commentatore?
“Londra sarà la mia sesta esperienza Olimpica. Ne ho fatta una da atleta e due da allenatore. Questa sarà la mia terza da commentatore dopo quelle di Seul e Barcellona. Sono molto onorato di poterlo fare per una tv così importante come Sky”.

Con quali prospettive l’Italia del pugilato va a Londra?

“Abbiamo tre ragazzi già a medaglia da Pechino: Picardi, Russo e Cammarelle. Sicuramente si riparte da loro. Alcuni saranno alla loro terza Olimpiade. Speriamo non siano logori! Per buona parte di questa generazione d’oro, infatti, sarà l’ultima presenza ai Giochi”.

Nessuno di loro però sembra voglia seguire le sue orme e passare professionista.
“E’ diverso. Io volevo diventare campione del mondo e dopo Mosca decisi di passare tra i pro. Per loro è diverso, i tempi sono cambiati. Sono tutti nelle forze dell’ordine, non hanno alcun interesse a passare tra i professionisti. Hanno preferito assicurarsi un futuro. E poi rispetto ai miei tempi sono richiestissimi per le pubblicità”.

Passano gli anni, ma la sua scuola campana continua a confermarsi una delle migliori.
“La tradizione continua. Solo che la capitale della boxe campana non è più Napoli, ma Marcianise (in provincia di Caserta, ndr). Hanno tre palestre, e ciascuna può vantare un campione del mondo”.

Da una di queste scuole è uscito Valentino: è lui l’erede di Oliva?
“Ma no. Siamo completamente diversi. Valentino è senza dubbio il più tecnico di tutti i nostri ragazzi, ma non ha le mie stesse caratteristiche. Di altri Oliva non ne vedo. Sta crescendo molto bene Parrinello. Recentemente ha anche battuto il cubano (Lazaro Estrada Alvarez, ndr), il campione del mondo in carica. Vedo molto bene anche lui”.

Quante medaglie si aspetta dalla spedizione azzurra di boxe?
“Quante sono quelle in palio? Sei ? (Sono 10 in ambito maschile, e tre in quello femminile, ndr) Magari riuscissimo a conquistarle tutte. Direi che si punta tutta sul campione olimpico in carica, Cammarelle, ma anche su Russo, Valentino e Parrinello. Però tutto dipende dal sorteggio che come è ben noto non prevede teste di serie”.

Mi risulta però che si diverta ancora come coach, allena Inler o sbaglio?
“No non sbagli, ci vediamo una volta alla settimana. Ci ha messi in contatto un giornalista napoletano amico del suo manager Lamberti. E’ nato tutto per caso. Ci divertiamo molto. Gokhan è un ragazzo eccezionale”.

Che pugile è Inler?
“Guarda, di solito tutti gli sportivi sono portati per altri sport. L’ho testato sulla mia pelle. Gokhan è molto bravo, apprende subito. E’ uno riesce a metabolizzare il gesto sin dalla prima visione”.

Cosa le ha detto dell’amara serata di Champions di Londra?
“Cerco sempre di parlare poco di cose di campo. Anche se sono tornato al San Paolo perché lui ha insistito. Mica posso mettermi a fare le pulci a Mazzari? Non scherziamo. Qua tutti si sentono allenatori ed esperti ultimamente. Tornando alla serata di Stamford Bridge, be’è stato un peccato. Era molto dispiaciuto. Era convinto, un po’ come tutti, che dopo il suo gol fosse fatta. E invece… ”

La stagione del Napoli però non è ancora finita. Il tifoso Oliva cosa sceglierebbe tra Coppa Italia e terzo posto?

“Ma Coppa Italia e terzo posto insieme no? Vabbè se proprio devo scegliere dico la Coppa Italia: è giunta l’ora di tornare a vincere qualcosa”!

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