Caricamento in corso...
06 giugno 2012

Bossini: il cancro mi ha reso invincibile, ora voglio Londra

print-icon
pao

La grinta di Paolo Bossini a Pechino 2008, dove fu finalista nei 200 rana, da sempre la sua gara (Getty)

A un anno e mezzo dall'operazione per rimuovere un tumore linfatico, il ranista prova a conquistare il pass per la sua terza Olimpiade. "I medici dicono che sono un caso da studiare", rivela a Gioia. "Il mio obiettivo era uno solo: guarire e rientrare"

Un anno e mezzo, un'operazione e dieci mesi di cure dopo, Paolo Bossini è di nuovo in acqua. E ha in mente solo Londra. Il ranista bresciano, classe '85, è riuscito a superare il tumore linfatico che gli fu diagnosticato a fine 2010. E si racconta sulle pagine del settimanale Gioia. "Diciannove giorni dopo l'operazione, contro il parere di tutti, mi sono buttato in piscina. Avevo la cicatrice fresca e i punti che mi tiravano ancora. Ho pensato: 'Avrò un periodo doloroso, ma devo tornare'. Ce l'ho fatta in dieci mesi".

Bossini è rientrato in gara agli assoluti di fine 2011 a Riccione. Nella sua gara, i 200 rana, fu in finale sia ad Atene (4°) che a Pechino (8°): quella inglese sarebbe la terza Olimpiade. "I medici dicono che sono un caso da studiare", rivela, "Ora mi alleno per Londra: voglio giocarmi tutte le possibilità che ho per qualificarmi".

Il "segreto" del suo recupero è tutto nella testa. Per superare la malattia l'obiettivo è sempre stato uno solo: "Guarire e rientrare in acqua. Se ti piangi addosso, i problemi restano lì. Per risolverli, devi aggredirli". Così è iniziata la sua seconda vita: "Se hai fortuna, ne esci meglio di prima", spiega. "Quando tocchi la realtà del cancro, assapori anche una folata di vento nei capelli".

Tutti i siti Sky