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18 giugno 2012

L'Olimpiade di Berruto: "La mia Italvolley senza pressioni"

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L'italvolley di Mauro Berruto parteciperà all'Olimpiade di Londra (Foto Getty)

Il ct racconta la lunga vigila della nazionale azzurra prima della partenza per Londra. E sulla crisi economica: "Problema anche della pallavolo, ma non rendiamola un alibi"

di Alfredo Alberico

Esistono almeno tre motivi per credere nell'Italia del volley: la costante crescita del gruppo a partire dalla fase del torneo giocata a Firenze; il moto d'orgoglio che ha permesso alla nazionale di staccare il pass per l'Olimpiade; infine Mauro Berruto, il ct. Fare due chiacchiere con lui è un po' come aprire una finestra su più mondi, al di là della rete e del teraflex. Così, a poche settimane dall'evento londinese, il suo primo pensiero va alla popolazione terremotata dell'Emilia: "Bisogna dare un contributo. Affronteremo due amichevoli prima di partire per l'Inghilterra, una di queste la giocheremo a Modena (contro la Serbia il 21 luglio, ndr)".

Volley in crisi e la crisi (economica) nel volley
- "Sono ottimista -spiega il tecnico- perché cambiano le prospettive in un momento finanziario così difficile A ben guardare c'è anche un'occasione non perdere: la possibilità di ripartire da zero. Anche nello sport. La crisi esiste, non trasformiamola in un alibi. Vanno via le stelle dal nostro campionato? Mettiamoci al lavoro per riportarle da noi e per farne nascere nuove". Lo sport per ricominciare, dunque, o almeno per provarci. Provarci in un contesto economico che sta mettendo a dura prova la pallavolo: i dietrofront di grandi sponsor come Benetton (a Treviso) e Gabeca (a Monza), le incertezze nella stessa Modena (dopo 7 anni si è dimesso il patron Grani) e la mancata iscrizione della M. Roma in Serie A/1 (ripartirà dalla B) sono le ultime picconate a un sistema volley sempre più povero. Un quadro tetro per molti ma non per Berruto.

Tra tattica e motivazioni -
"Quando devi giocare per un'Olimpiade le motivazioni vengono da sole. Da questo punto di vista il mio lavoro è stato facilitato nel ritiro di Cavalese (TN)", spiega il ct. Eppoi il tema tecnico-tattico: "E' importante, certo, ma dopo una stagione ad alta intensità abbiamo curato con grande attenzione la parte atletica".

Pochi team, più responsabilità
- All'Olimpiade la spedizione azzurra non avrà una rappresentanza massiccia negli sport di squadra. "E' una responsabilità in più -aggiunge- ma anche una carica in più. Scenderemo in campo senza l'ossessione di un obiettivo in particolare. E non certo per una carenza d'ambizione. Ci sono cinque-sei nazionali molto forti, ma quello che conta di più oggi, a poche settimane dall'evento, è la consapevolezza che riusciremo a dare il massimo. Peccato solo per la regola che impone di portare 12 atleti. Dovremo sfoltire il gruppo".

Le previsioni del ct - "I Giochi sono il termometro per misurare lo stato di salute dello sport nel nostro Paese. Dalla scherma e dal nuoto arriveranno delle medaglie. Ci sono atlete come la Pellegrini che offrono ampie garanzie. Una la dà anche l'Italvolley: giocheremo senza paura".

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