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22 giugno 2012

Londra 2012, Petrucci: "Faremo fare bella figura all'Italia"

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Parte l'avventura olimpica. Il team in udienza al Quirinale. Il presidente della Repubblica ("Con queste bandiere siete portatori della nazione italiana") ha consegnato il tricolore a Valentina Vezzali e a Oscar De Pellegrin (Paralimpiadi)

"Con queste bandiere siete portatori della nazione italiana". Così il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, visibilmente commosso agli atleti che parteciperanno alle Olimpiadi di Londra 2012. "Farò di tutto -ha aggiunto - per essere accanto a voi".

Si alza dunque ufficialmente per gli atleti italiani il sipario su Londra 2012. Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha consegnato a Valentina Vezzali la bandiera che sfilerà durante la cerimonia inaugurale delle Olimpiadi di Londra 2012 il prossimo 27 luglio. Napolitano ha ricevuto infatti in udienza la squadra italiana in partenza per i Giochi Olimpici e Paralimpici di Londra. Alla cerimonia hanno preso parte una folta rappresentanza di atlete e atleti azzurri, tecnici e dirigenti, guidati dal presidente del Coni, Giovanni Petrucci, e dal segretario generale e capo missione, Raffaele Pagnozzi.

Il discorso di Petrucci - "Faremo fare bella figura all'Italia" assicura il presidente del Coni, Gianni Petrucci nel corso della cerimonia per la consegna del tricolore al portabandiera dei giochi di Londra 2012. Rivolgendosi al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, Petrucci ha sottolineato la vicinanza del capo dello Stato al mondo dello sport."Il mondo sport la ringrazia per la sua vicinanza. Sapere che sarà con noi alla cerimonia inaugurale ci ha riempito di gioia, faremo fare bella figura al nostro paese".

"I due portabandiera dei prossimi Giochi sono un'atleta come Valentina Vezzali, che ha vinto cinque medaglie ai Giochi, e Oscar De Pellegrin, che è alla sua sesta Olimpiade", ha aggiunto Gianni Petrucci, parlando davanti al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. "Nello sport c'è la cultura della vittoria, ma anche quella della sconfitta - ha concluso il presidente del Coni -. Noi ce la metteremo tutta per onorare il nostro Paese, ma senza sconfinare nel fanatismo. E' stato bello vedere tifosi i irlandesi applaudire la propria Nazionale dopo l'eliminazione agli Europei. E abbiamo visto con quanto affetto viene seguita adesso la Nazionale azzurra impegnata in Polonia e Ucraina".

L'emozione della Vezzali - "Ricevere la bandiera è stato un momento molto, molto emozionante, come quando vinci o piazzi la stoccata vincente". Valentina Vezzali, al termine della cerimonia in corso al Quirinale per la presentazione degli atleti che rappresenteranno l'Italia ai Giochi di Londra. "L'importante è fare del nostro meglio - ha aggiunto -. Il tricolore è un valore che non ha prezzo, noi italiani siamo un popolo fantasioso e, quando c'è da rimboccarsi le maniche, ne veniamo sempre fuori. Sono felice di far parte del mondo sportivo femminile italiano, ma mi auguro che questa Olimpiade non sia solo rosa, io mi sento una sportiva a 360 gradi".

L'olimpionica marchigiana ha ricordato un aneddoto legato a un mostro sacro dello sport italiano come Edoardo Mangiarotti, il più decorato schermidore italiano. "Quando vinsi la mia terza medaglia d'oro a Pechino mi si avvicinò e disse 'guarda che sono ancora in vantaggio io' - ha rivelato - poi mi mostrò tutte le sue medaglie appese al collo". La Vezzali si commuove ricordando che "l'altro giorno, agli Europei di scherma, mentre mi trovavo sul podio, è stato bellissimo vedere mio figlio che cantava a squarciagola l'inno".

La gioia di De Pellegrin -
Dopo Valentina Vezzali è stata la volta dell'arciere Oscar De Pellegrin. L'atleta scelto per rappresentare l'Italia alle Paralimpiadi si è visto consegnare la bandiera che porterà a Londra. "Per me è un grandissimo onore, anche per promozionare lo sport paralimpico - ha detto -. Ringrazio il presidente del Cip, Luca Pancalli, che mi Ha concesso l'onore di portare questa bandiera. Oggi lo sport conferma che serve per unire, nello sport l'impegno e il sacrificio è comune per qualsiasi atleta: dobbiamo far si che un numero sempre più crescente di atleti si avvicini a questo movimento".

"Ho l'occasione per dirle, egregio e caro presidente - ha concluso -: lo aspettiamo a Londra, dove potrà toccare con mano l'importanza e l'autenticità delle nostre discipline. Ci venga a vedere".

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