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27 luglio 2012

Roba da arcieri: quelli che vanno a caccia di medaglie

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Non solo Galiazzo, oro ad Atene 2004. Fari puntati sulla squadra azzurra di tiro con l'arco alle Olimpiadi di Londra. Ecco i loro profili e le caratteristiche degli attrezzi del mestiere. Oggi la composizione dei gironi

di Alfredo Alberico

E' uno di quegli sport che per quattro anni, da un'Olimpiade all'altra, sembra soffocare nella naftalina. Poi, magia dei Giochi, il tiro con l'arco torna a scatenare passione vera. Magari dipende dal suo indiscusso fascino e non tanto dalle vicende di Robin Hood o Guglielmo Tell, fonti inesauribili e abusate di paragoni durante il periodo di gare. In verità c'è molto più di una leggenda dietro al gesto atletico degli arcieri. La loro disciplina, forse più di altre, si lega alle origini di chi abita questo pianeta, a quando arco e frecce erano fondamentali per la sopravvivenza. Oggi niente più mammut o cervi: la selvaggina da cacciare è la medaglia olimpica, possibilmente quella d'oro, e l'evoluzione italiana della specie porta i nomi e le facce dei sei atleti (3 donne e altrettanti uomini) chiamati a rappresentare il nostro Paese a Londra sotto la guida del ct Gigi Vella.

Gli azzurri: oggi turno preliminare per la composizione dei gironi - il calendario delle gare
UOMINI SPECIALITA' DONNE SPECIALITA'
FRANGILLI
Michele
Individuale e
squadre
LIONETTI
Pia
Individuale e
squadre
GALIAZZO
Marco
Individuale e
squadre
TOMASI
Jessica
Individuale e
squadre
NESPOLI
Mauro
Individuale e
squadre
VAALEVA
Natalia
Individuale e
squadre

I pronostici -
C'è chi ha assegnato le medaglie dei Giochi londinesi ben prima del loro inizio. Secondo l'istituto britannico di statistiche Pwc, gli Usa ne porteranno a casa 113, 87 la Cina e 68 la Russia. Le motivazioni di questi pronostici non sono fino in fondo facili da decifrare, ma tra le 27 date a priori all'Italia (2 in meno di quelle previste da Petrucci, presidente del Coni), non si può escludere un podio per i ragazzi del tiro con l'arco, soprattutto dopo i risultati ottenuti all'ultima rassegna iridata (non la pensa così Sport Illustrated). Il pensiero va innanzitutto a Marco Galiazzo, oro ad Atene 2004 e bronzo a squadre ai Mondiali di Torino. Eppoi Natalia Vaaleva, moldava naturalizzata italiana. Vive a Modena ed è alla sesta Olimpiade, la quinta da azzurra. Fu bronzo a Barcellona 1992 con la Squadra Unificata (la Csi post sovietica). La concorrenza però è agguerrita. Corea del Sud e Cina, come sempre, sono in agguato.

La tecnologia
- Negli anni struttura e caratteristiche degli archi sono molto cambiate: possono essere costruiti in fibra di carbonio oppure in fibra di vetro. L'azzurro Michele Frangilli, ad esempio, ne impugnerà uno made in Italy interamente in carbonio: pesa circa 1,5 chilogrammi, a differenza dei 3 che dovrà maneggiare il resto della squadra. Leggerezza garantita sì (immaginate le migliori racchette da tennis in commercio), ma anche un maggiore impegno dell'atleta per mantenerne la stabilità. Oltre all'arco, formato da una ventina di parti, il materiale tecnico è completato dalla faretra con le frecce e dalle protezioni: in totale una serie di termini che rendono piuttosto complesso il dizionario, o la guida se preferite, dell'arciere.

Arco: caratteristiche tecniche - clicca qui per il PDF

ARCO
FRECCE PROTEZIONI
Barra mirino: la basetta del mirino alla quale si attacca il sistema di puntamento.



Aletta: Superficie di forma aerodinamica in materiale plastico o naturale. Applicata alla base di una freccia che ha lo scopo di stabilizzarne il volo. Parabraccio: protezione per l'avambraccio da eventuali colpi della corda al rilascio. E' di pelle o plastica.

Barra di prolunga: la parte del mirino che permette di estendere il sistema di puntamento del riser in direzione del bersaglio.

Asta: il corpo della freccia; l'asta senza punta, cocca e alette.




Paraseno: protegge il petto da eventuali colpi della corda al momento del rilascio, ed anche ad evitare che la corda venga rallentata o deviata dagli indumenti.
Arco ricurvo (Olimpico): un arco con le punte dei flettenti curvate in avanti.


Cocca: parte, di solito di plastica, posta all'estremità della freccia con un'apposita scanalatura dove va inserita la corda. Patelletta: Protezione per le dita, di pelle, feltro e/o materiale sintetico.


Clicker: lamella di acciaio applicata alla finestra in modo che l'estremità inferiore si appoggi sull' asta della freccia; indica con un suono quando è stata raggiunta la trazione voluta. Faretra, portafrecce: generalmente da spalla, da cintura, o da terra.


Corda: le estremità dei flettenti di un arco sono vincolate da una corda di materiale sintetico.

Dragona: accessorio che serve per non far cadere l'arco dopo il rilascio della corda. Ne esistono diversi tipi.

Fast Flight: materiale utilizzato per la costruzione delle corde, ha una resistenza e una rigidità maggiore rispetto ai cavi d’acciaio

Finestra: incavo nel riser dal quale si vede il mirino e dove si istallano il bottone e il rest

Flettenti: le parti flessibili dell'arco, posizionate sotto e sopra il riser, che immagazzinano energia.

Impugnatura: punto in cui si appoggia la mano (plastica o legno) è intercambiabile per adattarla alle caratteristiche dell'arciere.

Mirino: accessorio con un punto di riferimento che va posizionato sul bersaglio. Sistema di puntamento regolato a discrezione dell'arciere.

Occhiello: posto alle estremità della corda dell'arco.

Punto di incocco: il punto della corda dove si posiziona la cocca della freccia.

Rest: appoggio per la freccia, in plastica o metallo.

Riser: la parte centrale dell'arco che si tiene in mano tramite la "grip" (impugnatura) per tirare.

Serving: avvolgimento di nylon sugli occhielli e al centro della corda allo scopo di proteggerla dall'attrito delle punte dei flettenti o della cocca.

Squadretta: righello a "t" che serve per le misurazioni della distanza tra corda ed arco.

Stabilizzazione: aste e pesi montati sulla faccia anteriore o quella posteriore dell'arco per aiutare ad eliminare la torsione dell'arco sull'asse longitudinale al momento del rilascio.

Tiller: la distanza tra i flettenti e la corda nel punto in cui si congiungono con il riser.


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