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26 luglio 2012

Bolt portabandiera: "Se perdo non sarà la fine del mondo"

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Dopo la doppia sconfitta ai trials, per Usain Bolt è tempo anche di pensare a una possibile sconfitta

Lo sprinter è stato scelto per guidare la spedizione giamaicana nella cerimonia d'apertura. E rivela: "Anche se Blake mi battesse, resterei suo amico. Però perdere è la parola sbagliata: lo sanno tutti che sono qui per diventare una leggenda"

"Se perdessi non sarebbe la fine del mondo". Parola di Usain Bolt, lo sprinter che sembrava imbattibile. Dopo la falsa partenza ai mondiali di Daegu, la doppia sconfitta ai trials, sempre per mano di Yohan Blake, per superBolt è tempo di pensare anche ad una possibile debacle: "Se perdessi rimarrei deluso ma di sicuro, anche se Blake mi battesse, resterei suo amico. Però perdere per me è la parola sbagliata: sanno tutti che sono qui per diventare una leggenda".

Comincia così lo show di Usain Bolt, il re della velocità, l'uomo più atteso di questi Giochi. Domani sera prenderaà confidenza con lo stadio in cui sogna di ripetere le imprese di Pechino 2008, facendo il portabandiera della Giamaica nella cerimonia d'apertura. "Sono pronto e felice - commenta -. E' un onore portare la bandiera del mio Paese, per il quale farei tutto. E' fantastico essere al centro dell'attenzione delle televisioni: sono felice e spero anche di potermi rivedere in tv mentre sfilo".

E' un Bolt di ottimo umore, rapido anche nelle risposte ed in vena di battute quello che, assieme ad Asafa Powell, si presenta con 40 minuti di ritardo davanti ad una platea affollatissima (più di 400 giornalisti), e dopo un saluto verso la figlia di Bob Marley seduta in platea, la stilista Cedella, si scatena sul palco della 'Puma Yard' allestita nel cuore di Brick Lane.

"I miei problemi fisici sono superati - dice - ed ora sto bene. Quindi voglio essere di nuovo campione e difendere i miei titoli olimpici: quando mi presento in una competizione come questa non penso mai che posso perdere, e sono venuto qui per finalizzare il lavoro di due anni". Ma si è abituato ai nuovi blocchi di partenza? Ha paura di ripetere lo stesso errore che gli è costato la corona mondiale sui 100 a Daegu? "Ho capito che le partenze per me rimangono un problema - risponde -, sul quale peraltro ho lavorato molto, ma ho imparato a non preoccuparmene più di tanto. Non riesco a partire bene, quindi non mi rimane che fare ciò che mi riesce meglio, ovvero correre più veloce di tutti. Non vedo l'ora che queste Olimpiadi comincino, qui a Londra c'è una grande atmosfera e finalmente anche bel tempo".

Estroverso com'è, Bolt si troverà bene al villaggio atleti, dove ha deciso di alloggiare nonostante sia l'uomo più ricercato per una foto: "Eviterò i luoghi troppo affollati - scherza - e di passeggiare troppo per i viali. Finora non ho visto molto del villaggio, ma non mi sembra così diverso da quello di Pechino. Cosa farò nei momenti liberi? Mi piace la musica. Distribuiscono preservativi gratis? Non avrò il tempo di usarli, sono troppo concentrato sulle gare".

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