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30 luglio 2012

Niccolò, il cecchino di Firenze: "Che medaglia sofferta..."

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L'azzurro Campriani, vincitore della medaglia d'argento nella carabina 10 metri maschile confessa tutta la sua gioia: "E' stato uno stringere i denti continuo. Ho dato tutto quello che potevo, ma è stato bravo anche Moldoveanu. Temevo crisi di panico"

"Una medaglia sofferta, perché arrivavo qui da campione del mondo e primo nel ranking mondiale". E' questo il commento ai microfoni di Sky Sport di Niccolò Campriani, il vincitore della medaglia d'argento nella finale della carabina 10 metri maschile, che si è svolta questa mattina alla Royal Artillery Barracks.

"Dedico la vittoria della medaglia alla mia famiglia che mi ha dato la possibilità di andare negli States per studiare e diventare ingegnere. In particolare mio padre, che mi ha avviato a questo sport. La dedica è anche per la mia fidanzata Petra (Zublasing, ndr)" ha dichiarato il tiratore fiorentino, indicando nei suoi genitori e nella sua fidanzata le persone più importanti alle quali ha pensato.

"Ero concentrato su quello che dovevo fare - ha aggiunto il tiratore azzurro - ma c'erano molte distrazioni attorno a me. E' stato uno stringere i denti continuo. Ho dato tutto quello che potevo dare, ma è stato bravo anche Moldoveanu. Sono contento che ho fatto quello che dovevo fare. Spero - ha aggiunto - che con questa mia prestazione, questo sport possa essere scoperto in Italia e io possa rappresentare un esempio per tanti giovani che vogliono avvicinarsi al tiro e conoscerlo", ha detto ancora presentandosi sul podio in tuta. "Per scaramanzia non la porto mai con me, stavolta me l'hanno imposto", ha detto sorridendo.

Campriani si è poi soffermato sulle emozioni della competizione. "In gara ti puoi gestire come vuoi, perché hai più tempo a disposizione, se senti che il cuore ti parte puoi fermarti e respirare. In finale purtroppo abbiamo 75 secondi per colpo, quindi se ti prende l'attimo di panico è fatta. Sono stato contento perché dopo il primo 9 ho pensato tutto il peggio, ma poi ho portato fino in fondo la finale come volevo. Il nostro - ha commentato il toscano - è uno sport bellissimo, un po' malvagio nella sua dinamica, visto che è tutto un allenamento a cercare di controllare le proprie emozioni".

"Ho finalmente riscattato Pechino - dice infine il tiratore fiorentino - dove persi una medaglia all'ultimo colpo. Ho regolato un conto che avevo in sospeso. Oggi ho perso l'oro al nono tiro, con quel 9.4, volendo quantificare, diciamo per due millimetri. Ma sono ugualmente felicissimo".

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