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31 luglio 2012

La mia Londra, Tavelli: "Quanti tweet dagli atleti"

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Il giornalista di Sky Sport, inviato a Londra, Fabio Tavelli

Il nostro inviato ai Giochi racconta la sua avventura olimpica, tra le risate con i colleghi e le delusioni azzurre, in una giornata senza medaglie per l'Italia. E un pensiero va al web, ai social network e agli atleti che non ne fanno a meno...

di FABIO TAVELLI
(da Londra)

Amici miei e dell’Olimpiade. L’altra sera tornando in albergo ho incontrato un po’ di colleghi e di talent. Il primo piano dell’albergo sta diventando una stanza di compensazione dove ritroviamo il gusto di parlare a ruota libera dei fatti del giorno. Ne nascono gustosi siparietti e momenti a tratti esilaranti. Come quando ho caricato sul tablet il video della batteria del 100 stile libero alle Olimpiadi di Sydney. Quella famosa batteria con in acqua Eric Moussambani (cercatelo sul web se non l’avete ancora visto). Chi non aveva mai visto il mitologico “anguilla della Guinea Equatoriale” ha finito la serata tenendosi la pancia dalle risate. Risate non di scherno o per mancanza di rispetto. Risate per il momento grottesco che Eric ha fatto vivere ai Giochi. Oggi Moussambani è allenatore della squadra del suo paese. Non so onestamente cosa possa insegnare. Spero che a lui abbiamo nel frattempo insegnato a nuotare…Nel giorno in cui Michael Phelps diventa il più medagliato all time, il paragone tra i due risulta particolarmente ingigantito.

Giornata triste per l’Italia. Nessuna medaglia, molte occasioni perse. Solita canea sul web di coloro che parlano sempre dopo. E che accusano Federica Pellegrini di pensare troppo al glamour. Dettagli. In giorni come questi tutti sanno di tutto e tutti sdottorano senza limiti. E’ l’atto dovuto che paghiamo a ogni edizione dei Giochi. Giochi caratterizzati e non poco da Twitter, al punto da far sospettare gli organizzatori che l’eccesso di cinguettii abbia provocato problemi alla rete di servizio alle gare. Credo siano teorie difficilmente dimostrabili. Dimostrabilissimo invece il totale scavalcamento da parte degli atleti della moratoria del social network. Hanno tenuto duro due o tre giorni, minacciati dal CIO di sanzioni (ovviamente non fanno parte di questo discorso i deliri di chi è stato cacciato per frasi razziste). Scollinato il week end gli argini si sono rotti e il mare del web è tornato ad avere il suo affluente principale negli atleti.

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