Caricamento in corso...
03 agosto 2012

Tutti zitti, oggi scende in pista Sua Maestà l'atletica

print-icon
ejj

Nadia Eijafini, che prima di diventare italiana aveva già fatto parte nelle nazionali di Marocco e Bahrein

Riflettori puntati sulla regina dei Giochi. A partire per primi gli specialisti del peso, in serata la finale "secca" dei 10mila femminili. In nove giorni di gare in tutto 2.150 competitori, si assegnano 47 titoli. Gli Usa vogliono farla da padroni

E da oggi c'è la regina dei Giochi. Con la disputa delle qualificazioni del peso uomini, comincia infatti il programma di atletica di Londra 2012.  A partire per primi saranno gli specialisti del peso, impegnati dalle 10 (ora di Londra) nelle qualificazioni. Toccherà poi alle ragazze dell'heptathlon, gara in cui la Gran Bretagna mette in caso una delle sue stelle, la campionessa del mondo e d'Europa Jessica Ennis, e a quelle dello sprint, con un pizzico di colore assicurato dalla presenza, nelle batterie dei 100 donne, di alcune velociste improbabili, ma l'importante è partecipare. Come nel caso della 23enne afghana Tamina Kohistani che, a causa della sua presenza ai Giochi, in patria è stata minacciata di morte.

Due le medaglie assegnate nella prima giornata: oltre al peso, che si concluderà in serata, c'è la finale diretta dei diecimila donne, con l'azzurra Nadia Eijafini, che prima di diventare italiana aveva già fatto parte nelle nazionali di Marocco e poi Bahrein.

Più di 2000 atleti per 47 titoli - Nei suoi nove giorni di gare l'atletica schiererà in tutto 2.150 competitori, un primato rispetto al precedente di 2.137 dei Giochi di Sydney 2000. Fra loro c'è per la prima volta un atleta paralimpico, l'ormai celebre Oscar Pistorius, che potrebbe anche finire sul podio con la staffetta 4X400 del Sudafrica. Il più alto numero di iscritti si registra nelle due prove di maratona, con 100 partenti a testa: sabato 4 c'è quella femminile, una settimana dopo, l'11, quella dei maschi con il probabile dominio africano.

La finale più attesa: i 100 uomini - I titoli assegnati saranno in tutto 47. La finale dei 100 metri uomini è, come da tradizione, la prova più attesa per la sfida tra i fenomeni della Giamaica, Usain Bolt per primo, e gli arci-rivali statunitensi, fra i quali quel Justin Gatlin che, scontati 4 anni di squalifica doping, da quest'anno ha ricominciato a correre veloce, ridando fiato al partito degli scettici. La finale dei 100 è in programma domenica alle 21.50 ora di Londra, e allo stadio Olimpico c'è il tutto esaurito da tempo.

Probabile che venga battuto anche il record di audience televisiva, in attesa di vedere se cadrà quello in pista, di 9"58: la probabile presenza nella sfida conclusiva di coloro che hanno fatto registrare i quattro migliori tempi di sempre (Bolt, Gay, Powell e Blake) assicura spettacolo, ma a frenare gli atleti potrebbe essere l'incognita delle condizioni atmosferiche. Freddo e umidità delle notti agostane londinesi sono gli avversari in più con cui fare i conti.

Gli Usa hanno 124 iscritti - La squadra di atletica più numerosa sarà, come sempre, quella degli Usa con 124 iscritti, seguita da Russia (104) ed Ucraina (78). L'Italia, persa la punta di diamante Antonietta Di Martino, sarà presente con 38 atleti, equamente divisi fra 19 uomini e altrettante donne. L'unica vera speranza di medaglia viene dal marciatore Alex Schwazer, che sui 50 km. spera di ripetere l'exploit dell'oro di Pechino, e per questo ha deciso di preservare energie preziose saltando l'impegno della 20 km., in cui comunque l'Italia può far bene con l'eterno piazzato, che ora vuole il podio, Giorgio Rubino.

E' un allievo di quel Sandro Damilano che adesso fa il ct della Cina. Poteva far bene anche Fabrizio Donato nel salto triplo, ma è di nuovo alle prese con problemi fisici. Il grande assente azzurro è invece Andrew Howe, ancora una volta frenato dagli infortuni e dall'ingombrante presenza della madre Renee Felton.

La voglia matta del Kenya - Le proiezioni del medagliere dell'atletica, basato sul ranking mondiale e i risultati più recenti, assegna il più alto numero di medaglie, 25, ai soliti americani eroi di una disciplina che nel loro paese continua ad essere poco seguita. Notevole dovrebbe essere l'exploit del Kenya, accreditato di 21 fra ori, argenti e bronzi che potrebbero proiettare in alto questo paese culla della corsa prolungata anche nel medagliere assoluto dei Giochi. E' uno dei tanti segnali dell'importanza e dell'universalità dell'atletica, sport in cui un uomo da medaglia d'oro può arrivare perfino da Grenada, Bahamas o St. Kitts&Nevis.

Tutti i siti Sky