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03 agosto 2012

Da Caporetto al trionfo. E la scherma dà lezioni di squadra

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Un esempio di unità, sportività, spirito di squadra: le ragazze d'oro del fioretto azzurro

Sabato avevamo lasciato le ragazze del fioretto quasi nemiche. Poi è arrivato l'oro. Un esempio per la Nazionale di nuoto spaccata dalle polemiche. Si può essere il peggior avversario dei propri compagni e il miglior compagno dei propri avversari...

La lezione di squadra ci arriva dalle rivali per eccellenza. Sabato le avevamo lasciate avversarie, quasi nemiche. Divise da un fioretto, separate sul podio, distanti al momento dell'inno. Le ritroviamo più unite che mai e così ce le ricorderemo sino a Rio, perché quando c'è da vincere la ragion di squadra è più forte di qualsiasi personalità.

Se all'Acquatics center hanno seguito la finale delle fiorettiste si saranno fermati a riflettere. Il nuoto italiano non ha fatto una bella figura nelle gare, ma neppure tra una batteria e un'altra. Le parole degli azzurri sono state più pungenti del fioretto della Vezzali. Una Caporetto, l'ha definita Luca Dotto, proprio lui che avrà il compito di sostituire il capitano. Perché se non bastasse, ad alimentare le polemiche ci penserà l'esclusione di Filippo Magnini dalla staffetta 4 x 100 misti. Con Di Tora, Scozzoli e Rivolta, nuoterà proprio Dotto che ha i tempi per sostituire Magnini, e forse anche la serenità.

Il capitano si era scusato durante la riunione voluta dal capo delegazione Bonifazi, ma resterà comunque a guardare, quello che la squadra azzurra del nuoto ha fatto spesso in questa Olimpiade. E se ha visto pure la squadra di fioretto avrà preso nota della lezione: ci si può colpire senza farsi male. Si può essere il peggior avversario dei propri compagni, e il miglior compagno dei propri avversari.

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