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06 agosto 2012

Schwazer, che delusione. "Non aveva bisogno di doparsi"

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Pesanti reazioni del mondo dello sport alla notizia della positività del marciatore. Campriani: "Siamo dei modelli, macchia indelebile". Fabbrizi: "Punizione esemplare". Morini: "L'atletica non se lo meritava"

La notizia della positività di Schwazer ha scatenato le reazioni del suo tencico, del Coni, ma anche degli atleti azzurri medagliati.

La medaglia d'oro Campriani. "Un errore stupido ma umano che non cancella quanto di buono ha fatto in passato, anche se rimane una macchia indelebile". Così il neo olimpionico nel tiro, Niccolò Campriani, commenta il doping in cui è incorso Alex Schwazer. Arrivando a casa Italia per i festeggiamenti per l'oro olimpico conquistato oggi, Campriani ha aggiunto: "Dobbiamo ricordarci che siamo anche dei modelli per i giovani che ci guardano. Non dobbiamo farci prendere dalla filosofia che è importante solo vincere. Mi dispiace molto, non mi capacito: se sei un olimpionico e non rivinci la medaglia pazienza - conclude Campriani - bisogna farsene una ragione, ma non per questo si devono commettere cose del genere".

L'argento Fabbrizi. "Mi dispiace perché è un mio collega". Lo ha detto Massimo Fabbrizi, medaglia d'argento nella fossa olimpica. "Che devo dire? - ha esordito sconfortato l'atleta azzurro -. Mi dispiace per tutto il mio gruppo sportivo. Da noi, nei Carabinieri, sono giustamente molto severi, infatti credo che la punizione per Schwazer sarà esemplare".

Il tecnico di Schwazer, Michele Didoni
. "Non ho neppure voluto chiedergli perché l'ha fatto: non ci sono giustificazioni. A 28 anni si è uomini, non più ragazzi. Alex deve crescere e cambiare vita". "Mi ha telefonato continuava a ripetere puerilmente 'mi prendo tutte le responsabilità, senza capire che il suo gesto individuale ricadrà su tanti. La madre stava per essere ricoverata al pronto soccorso per la tensione". "Ha messo tutto in discussione, dalla sua famiglia alla sua fidanzata (Carolina Kostner, ndr), il suo staff. Noi del Gruppo Sportivo Carabinieri siamo sempre molto attenti, non esiste che un carabiniere abbia fatto ciò che ha fatto lui. Io mi auguro che il mio Corpo prenda al più presto dei provvedimenti. Noi non abbiamo bisogni di persone simili la chiamata con lui è stata molto breve. Lui mi ha chiamato e mi ha detto: 'siediti!' Ho pensato chissà cosa è successo, forse un infortunio. Mi ha comunicato la brutta notizia e gli ho risposto prendersi le sue responsabilità e di crescere come uomo, non solo come atleta. Mi viene rabbia perché ho dedicato tempo a una persona che mi ha preso in giro, e per farlo ho trascurato la mia famiglia. Ho trascorso mesi interi tra Oberstdorf e Celerina o in giro per gli allenamenti. Non è giusto, credo che dirò addio all'atletica - ha concluso Didoni,  uno dei più grandi marciatori azzurri del passato a partire dalla categorie giovanili - è la più grande mazzata della mia vita".

Il presidente Fidal Arese. "Per vincere a Londra non aveva bisogno di doparsi. E' uno che si è sempre allenato duramente, ha sbagliato e per questo sarà punito severamente. E' una giornata amara per l'atletica e per lo sport italiano". Così il presidente della Fidal, Franco Arese, commenta la positività di Alex Schwazer. "Nello sport non si può barare. Gli auguro che si riprenda come uomo. Era una delle poche medaglie che potevamo vincere a Londra - continua Arese - Facevamo affidamento su di lui. Ma è meglio vincere medaglie pulite. Abbiamo intrapreso la lotta al doping ed è ora di finirla di pensare di poter vincere medaglie imbrogliando. La lotta al doping va fatta in modo chiaro e deciso".

"Mi dispiace dal punto di vista umano - ribadisce il presidente della Fidal -. Oggi lo sport è fatto da chi non bara, da chi bara e pensa di non essere beccato e da chi bara. Non credo che ci siamo altre situazioni come quella di Schwazer". Arese non si capacita di cosa abbia spinto l'azzurro a doparsi. "Forse è perché è abituato a vivere staccato, lontano. Ma non capisco perché ha dovuto ricorrere a certe vie. Lui e' uno che non mollava mai, chissà cosa gli è passato per la testa".

Adesso c'è bisogno di un po' di tempo per smaltire lo choc. "Ma dopo - conclude - vorrei incontralo e fare quattro chiacchiere con Alex. Mi piacerebbe capire le motivazioni. Va punito ma è anche una persona e nella vita si puo' sbagliare".

Morini, capo gruppo atletica.  "E' stato stupido" dice Alberto Morini, capo gruppo dell'atletica, uno dei primi ad aver avuto la comunicazione della Wada, che dice di aver vissuto "due ore terribili. Ci è scappato di mano - conclude - Pensava di farla franca, ma la federazione non si meritava questo".

Giulia Mancini, l'agente. "Non ci spieghiamo cosa sia successo. Noi ci occupiamo del suo management e non della parte sportiva e quindi non siamo sempre vicini all'atleta e non potevamo accorgerci di questa iniziativa così brutta verso il doping. Speriamo che ci dia una spiegazione, se c'è".

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