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08 agosto 2012

Schwazer: ho sbagliato, ma mi veniva la nausea ad allenarmi

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Alex in lacrime in conferenza stampa racconta tutta la sua verità. La disperazione, l'acquisto dell'Epo in Turchia, le bugie alla fidanzata Kostner, i rapporti col dottor Ferrari. Bolzano: la Procura avvia l'inchiesta per frode sportiva. I VIDEO

Anche 'Anonymous' ha fatto visita al sito internet di Alex Schwazer, escluso dai Giochi per doping. Per alcuni minuti è apparsa infatti in mattinata la nota maschera bianca su fondo nero con la scritta "no al doping" e "we are Anonymous". La pagina è stata poi subito ripulita dal webmaster. Più difficile sarà ripulire la reputazione di Alex. Che si presenta in conferenza stampa a Bolzano per raccontare la sua verità.

"Intanto vi ringrazio tutti", sibila Schwazer all'inizio. "Non avrei pensato a una conferenza stampa mia per positività al doping. Come potete immaginare, non è facile per me. Sono qua per raccontarvi perché ho deciso di commettere un grave errore. Sarò sincero con voi, spero che voi sarate corretti nel riportare quel che dico".  Intanto, la procura di Bolzano ha aperto formalmente una indagine sul marciatore: l'ipotesi di reato è di frode sportiva. Lo ha confermato il procuratore Guido Rispoli. Gli inquirenti ipotizzano infatti che l'assunzione delle sostanze dopanti sia avvenuta in parte in Italia, ma in parte anche all'estero. Per questo la competenza sull'inchiesta è della procura di Bolzano, visto che Schwazer è residente in Alto Adige.

"Non ho saputo dire no al doping"
- Ed ecco la sua sofferta spiegazione. "L'anno scorso tante volte non sono stato bene, nel 2010 volevo smettere dopo gli Europei. E dal 2011 non ero più lucido, sentivo troppe pressioni su di me per le Olimpiadi. Dopo tre anni molto difficili e travagliati, insomma, non sono stato più capace di dire no al doping... Ho deciso tutto da solo, non ho detto niente a nessuno. E ho comprato l'Epo in Turchia. Non avevo mai fatto uso di sostanze dopanti, ho iniziato a farlo dopo il 13 luglio ai controlli di Oberstdorf... Non è vero che non ho fatto la 20 km per il doping. Sono state, queste ultime, tre settimane difficilissime. Il 29 luglio mi sono fatto l'ultima iniezione. E' poco, adesso, dire che mi dispiace per il mio allenatore. Io non volevo metterlo nei guai, per questo non ho contattato nessuno in Italia e ho scelto di fare tutto all'estero".

"L'ho comprato in Turchia" - Sull'acquisto del doping aggiunge: "In Turchia, ad Antalya, perché qua in Italia ci vorrebbe la ricetta. Invece, voi capite che nei Paesi più poveri è diverso. Vai in farmacia, metti i soldi sul bancone e nessuno ti dice niente. Ho cambiato 1.500 euro in lire turche per farlo. Il dottor Ferrari? Lo contattai solo nel 2009, per consigli tecnici... Nient'altro. I test antidoping dell'epoca lo dimostrano perché i valori non mentono. Dal 2011, quando sono apparse le notizie sul ciclismo, non l'ho più sentito. Non devo coprire nessuno. Non voglio più gareggiare, ma tornare alla vita normale. Non avrei perciò problemi a dire che il dottor Ferrari mi ha dato dei farmaci, ma non è stato così".

"Non vedevo l'ora che finisse" - "Quando il 30 luglio si sono presentati a casa mia per i controlli, non avevo la forza di chiedere a mia madre di dire che non ero a casa. Avrei potuto farlo, ma non vedevo l'ora che tutto finisse" dice ancora, con la voce rotta dal pianto, Alex.  "Per me non è stato facile dire a Carolina (la Kostner, sua fidanzata ndr) che in frigo non c'erano vitamine B12, ma Epo. Mi vergogno tanto. Carolina non sapeva niente...".

"Il Cio riesamini pure i test del 2008" - "Anche senza la positività al doping non sarei andato all'Olimpiade per la 50 km. Non ce l'avrei fatta psicologicamente. Mi veniva la nausea ad allenarmi. Aspettavo solo che Carolina andasse ad allenarsi per chiudermi in bagno e iniettarmi in vena l'Epo.... Il Cio vuole rivalutare i miei esami dopo l'oro di Pechino? Lo spero proprio, non troverà tracce di doping in quei campioni. Tutti i medici di buona fede dovranno dire poi che non vi sono tracce di doping. A Pechino ho gareggiato con i valori di un anemico, il che dimostra che non ero dopato".

"Mi veniva la nausea ad allenarmi" - "Carolina ama il suo sport, pattina perché le piace, io faccio marcia perché sono bravo, ma non ho piacere ad allenarmi 35 ore a settimana facendo sempre la stessa cosa, a volte la sera ero distrutto e a pensare che l'indomani al mattino dovevo di nuovo faticare mi veniva la nausea. La differenza tra di noi è questa".

"Voglio essere d'esempio ai giovani" - "Spero di poter essere dopo tutto questo, comunque, un esempio per i giovani, ovvero per non fargli fare questi errori. Ho a casa quattro medaglie, ma la vita è tutt'altro. E' assurdo perdere parenti e amici per andare più forte in una gara. Io ho tradito anche la fiducia dei Carabinieri, senza i quali non avrei mai potuto fare sport... Per questo chiedo scusa anche all'Arma. Domani riconsegnerò pistola e tesserino. Volevo tutto, invece ho perso tutto...".

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