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08 agosto 2012

Caso Schwazer, Cio: "Possibili controlli sui campioni 2008"

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L'ingresso di Alex Schwazer nello stadio di Pechino nel 2008 (Getty)

I campioni di urina prelevati all'azzurro dopo la vittoria ai Giochi di Pechino potrebbero essere sottoposti a nuove analisi. Intanto il dottor Ferrari attacca: "Non ho mai consigliato ad Alex di prendere doping: querelo chi dice il contrario"

I campioni di urina prelevati ad Alex Schwazer dopo la vittoria a Pechino potrebbero essere sottoposti a nuove analisi. Lo ha detto il direttore della comunicazione del Cio, Mark Adams. "Sul doping stiamo vincendo una battaglia, anche se non la guerra" ha dichiarato Adams, commentando il fatto che un solo atleta è risultato positivo nei test dopo le gare olimpiche, e per di più per una sostanza che non migliora le prestazioni sportive, la cannabis.

"I campioni vengono conservati e possono essere nuovamente analizzati per otto anni, così che un atleta dopato sappia che se anche la fa franca in un Olimpiade, c'è sempre la possibilità di perdere la medaglia successivamente", ha sottolineato Adams.

Ferrari all'attacco - "Non ho più avuto contatti con Alex Schwazer da circa 18 mesi. Non vado a St. Moritz dall'ottobre 2010. Non gli ho mai consigliato pratiche doping, né lui me le ha mai richieste". Il dottor Michele Ferrari, accostato al marciatore in notizie di stampa, ha annunciato tramite il suo avvocato, Dario Bolognesi, iniziative legali e querele. "Le informazioni diffuse in questi giorni - sostiene infatti Ferrari - non possono provenire dalle indagini giudiziarie in corso e la Magistratura sa bene che i miei contatti con Alex risalgono al passato. Pertanto coloro che li accostano alla vicenda attuale diffondono notizie diffamatorie".

Il medico ha poi fornito la propria ricostruzione dei contatti col marciatore escluso dalle Olimpiadi: "Sono stato contattato da Alex Schwazer alla fine del 2009. Mi disse che non era soddisfatto dei programmi di allenamento delle due ultime stagioni. Mi chiese di valutare il lavoro svolto e di proporre eventuali modifiche. Era evidente che si allenava troppo: oltre a quanto concordato con l'allenatore, aggiungeva, di sua iniziativa, 2-3 ore di cicloergometro, tutti i pomeriggi, per 5-6 giorni alla settimana. Sviluppammo insieme un nuovo programma, con più lavori di qualità e frequenti test di valutazione. Alex migliorava rapidamente, ma a volte dava la sensazione di non essere mai davvero soddisfatto e sicuro di sé".

La carta olimpica - Alex Schwazer aveva firmato la sua carta olimpica - documento condizione imprescindibile per l'iscrizione ai Giochi Olimpici - il 15 marzo 2012. Lo precisa il Coni. Non ha invece sottoscritto l'accordo Coni-Atleta, che viene formato dai componenti della Missione Olimpica perché fisicamente doveva ancora arrivare a Londra e il documento si sottoscrive al più tardi al momento dell'entrata al Villaggio Olimpico perché è relativo alla durata della partecipazione ai Giochi di ogni singolo componente della delegazione.

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