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11 agosto 2012

Il bronzo di Mauro: "Dedicato a Sofia che nascerà a gennaio"

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La gioia di Sarmiento che nel taekwondo, categoria fino a 80 chili, è salito sul terzo gradino del podio : "E' una conferma. Vuol dire che l'argento di Pechino non era fortuna". E poi un pensiero a sua figlia, che verrà alla luce a gennaio

L'Excel Center porta fortuna all'Italia Olimpica. In questa sorta di centro congressi ricco di sale per meeting e punti di ristoro sono nate le medaglie azzurre della scherma e quelle del pugilato, adesso tocca alla 21esima della spedizione 'griffata' Giorgio Armani. E' il bronzo nel taekwondo, categoria fino a 80 chili, di quel Mauro Sarmiento che scende un gradino del podio rispetto a Pechino ma è ugualmente felice, e a fine match non fa nulla per nasconderlo.

"E' una medaglia che per me significa tantissimo, è la conferma che quel secondo posto di quattro anni fa non era stato un colpo di fortuna. La dedico a mia figlia Sofia che nascerà a gennaio", dice Sarmiento che a Pechino definì il suo argento "un calcio alla camorra". Ha battuto per 4-0, nella sfida che vale il terzo posto, l'afghano Ahmad Nesar Bahawi, che sfila via in zona mista zoppicando vistosamente.

"Questa medaglia è il coronamento di tantissimi sacrifici ed una sorta di riscatto dopo che in questo quadriennio per troppe volte sono uscito ai quarti di finale in grandi manifestazioni. Sarmiento c'è, e l'ho dimostrato. Ho fatto vedere a quelli più giovani di me che nel taekwondo bisogna stare calmi, altrimenti c'è il rischio di farsi male. Certo quel match di semifinale perso contro lo spagnolo Garcia quasi all'ultimo secondo lo sognerò a lungo, e a un certo punto non ho capito nulla. Poi sono stato bravo a recuperare e a farmi trovare pronto per la sfida per il bronzo".

Londra per Sarmiento potrebbe essere un punto d'arrivo definitivo. "Ho 29 anni - spiega - e faccio uno sport in cui si prendono tanti colpi. Ho molti acciacchi da mettere a posto. Rio de Janeiro? Adesso mi prendo una pausa, poi assieme alla federazione faremo le nostre valutazioni. Non so fino a quando continuo, intanto mi godo questa medaglia che per me, lo ripeto, è un bellissima conferma: l'argento di Pechino non era stato un caso".

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