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12 agosto 2012

Grazie Londra, arrivederci a Rio: si spegne solo il braciere

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Il braciere che ha riscaldato due settimane di gare fantastiche all'Olympic Stadium

Il più grande spettacolo live degli ultimi tempi stasera dalle 21.30 all'Olympic Stadium, una grande festa dedicata alla musica inglese. La cerimonia di chiusura dei Giochi non segna affatto la fine, ma un inizio: della lunga strada che porta a Rio 2016

Ilaria D’amico sarà nella platform dell’Olympic Stadium con Gianluca Vialli e Fiona May per raccontare l'ultima, grande serata a cinque cerchi. Il commento della cerimonia di chiusura sarà invece curato da Carlo Vanzini e Nicola Roggero con Stefano Baldini. Nella mixed area ci saranno Yuri Chechi e Antonio Rossi. La cerimonia di chiusura sarà tutta incentrata sulla musica, tantissimi i grandi nomi, tantissime le sorprese. Non mancate.

Il braciere si spegnerà, la fiamma no. Non è la fine dell'Olimpiade di Londra quella che stiamo per vivere, ma  l'inizio di Rio.  E' così per definizione, non per suggestione: Olimpiade è il periodo di quattro anni che si chiude con i Giochi; sono gli allenamenti fatti per prepararsi; le gare affrontate per qualificarsi; le scelte che ogni atleta da domani farà pensando al 5 agosto del 2016. Perciò questo è solo un arrivederci, come forse canteranno le Spice Girls nella cerimonia di "apparente" chiusura, tra gli Who, i Rolling Stones e un accenno di samba: perché Olimpiade è eccellenza e nicchia, ma è anche l'evento pop più coinvolgente che ci sia.

Nel nostro mosaico ogni atleta ha avuto il suo spazio, si è affacciato dalla sua finestra e ha spiegato al resto del mondo chi è. Insieme invece hanno spiegato chi siamo: un popolo che se la sa cavare più o meno in tutto ma se c'è da sparare o colpire è meglio; che può contare sui vecchi nei momenti delicati (Vezzali) ma deve puntare sui giovani (Jessica Rossi) se vuole avere un futuro; che sa autofinanziare i propri sogni (Molmenti) perché ha imparato a non aspettarsi troppi aiuti dagli altri (Ferrari o Cagnotto) e quando li cerca fuori dalle regole alla fine paga (Schwazer).

Gente che ha ancora bisogno di eroi, e al momento non può che chiederli allo sport, ma può fare a meno delle star. Ad anni luce dai campioni non sappiamo stare, meglio se sono i nostri vicini di casa, e in quella casa ci fanno pure entrare, per illuderci che l'inno, su un podio qualunque, avremmo potuto cantarlo anche noi.

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