Caricamento in corso...
19 agosto 2012

Quando la religione condiziona lo sport: Mellouli accusato

print-icon

Un gruppo radicale islamico ha imputato al nuotatore di aver violato il Ramadan durante la 10 Km di nuoto. L'accusa è stata rilanciata su Facebook. Ma sono in molti gli atleti che hanno visto la loro carriera condizionata dalla fede

di Kharim Barnabei

Perché hai bevuto e mangiato mentre nuotavi per 10 km? La domanda, posta su facebook, non è  ironica se a porla è un gruppo radicale islamico durante il periodo del Ramadan. Se si considera che tutti gli atleti musulmani erano esentati dal digiuno dai più alti consigli religiosi del mondo islamico, la minaccia diventa un mero simbolo di fanatismo. Mellouli in Tunisia è un eroe: è stato il primo atleta arabo a vincere ori olimpici nel nuoto e dopo ogni vittoria ringrazia Dio.

Lo faceva a suo modo anche Jonathan Edwards, detentore del record del mondo di salto triplo. Cominciò a vincere di domenica solo dal '93. Da Evangelista anglicano prima considera la domenica un giorno di completo riposo, si convinse solo dopo una lunga ricerca spirituale e accesi dibattiti col padre. Non ci pensò neanche Eric Liddell, quando ad Anversa 1924 gli chiesero di correre i 100 metri olimpici di domenica. Si rifiutò e si accontentò dell'oro nei 400metri. La sua storia ha ispirato "Momenti di Gloria". Questo acceso protestante, atleta e rugbista, dopo l'olimpiade andò a fare il missionario.

Quasi 90 anni dopo un altro rugbista si rifiuta di giocare di domenica: Euan murray, scozzese, protestante. Al miglior pilone della Scozia non interessa se c'è di mezzo il cucchiaio di legno o una partita decisiva per il mondiale. La religione conta di più. E' successo anche nella finale di Eurolega del 2011: il Maccabi Tel aviv doveva celebrare la festa dei caduti d'Israele. E durante le festività, gli ebrei si astengono dal lavoro.

Scelte personali e non imposte, come invece vorrebbe fare il gruppo islamico che ha attaccato Mellouli e se l'è presa anche con Habiba Ghribi, altra tunisina, colpevole di aver conquistato l'argento nei 3000 siepi con un abbigliamento troppo scoperto. Ma le atlete nordafricane corrono e vincono in pantaloncini dall'84, da quando la marocchina Nawal El Moutawakel trionfò sui 400 metri a los angeles. Nawal venne inondata di lettere di donne arabe che la ringraziavano: grazie al suo esempio avevano capito che potevano affermarsi, gareggiando e vincendo, con lo sport.

Tutti i siti Sky